Finanza
«Vogliamo tornare a essere protagonisti»
Gabriella: «Il nostro non è un movimento “contro” ma “per” il rispetto di tutti gli esseri umani e della politica»
prato. Hanno sfidato il freddo e sono scesi in piazza per manifestare il proprio dissenso nei confronti di un certo tipo di politica. Sono i pratesi del popolo delle sardine, che, cavalcando l’onda del movimento antisalviniano nato a Bologna un mese fa, si sono dati appuntamento in piazza del Comune per dire il proprio “no” ad un comportamento politico diffuso, dicono, basato sull’aggressività e l’odio.
«La politica di oggi ha toni aggressivi ed è costruita sull’urlare, il parlarsi addosso – dice Giovanni Mannocci – C’è un clima che crea confusione e disorienta i cittadini».
«L’aggressività verbale di certa politica è sempre più evidente – afferma Valentina Nunziati – Si è perso il rispetto a favore di un modo di esprimersi improntato all’odio e alla cattiveria. Perciò oggi siamo qui per dare un messaggio positivo e ritrovarsi in nome di altri valori e parlare di pace».
«Si può fare politica in tanti modi, ma il rispetto deve essere la prima cosa – fa eco Fabrizio Bocchicchio – Questo movimento sta segnando un risveglio dei cittadini dal torpore delle proprie coscienze. C’è voglia da parte delle persone di tornare ad essere protagonisti ed uscire dall’immobilismo generale. Sinistra o non sinistra».
Le “sardine” in piazza si riconoscono per lo più in valori vicini a quelli della sinistra, ma si augurano che il movimento non diventi un partito o un soggetto politico.
«La politica, in senso lato, c’è in qualunque gesto che si fa – spiega Patrizia Pieraccini – ma questo è un movimento spontaneo, non legato ad un partito. Sono contenta che venga dai giovani, perché finora erano rimasti fermi, avevano subito. Cosa? Una politica fatta di offese e frasi fatte, che segue l’onda del malcontento generale. Invece dovrebbe essere fatta di conoscenza, cultura e consapevolezza della storia».
Ed eccoli i giovani (pochi a dir la verità nell’insieme della piazza, dove prevalgono i meno giovani). «Io non mi sento rappresentato e quando devo votare non so per chi farlo – racconta Federico Gai, 18 anni – Bisogna dare fiducia alle persone, come vogliamo fare oggi, perché per cambiare le cose bisogna passare da loro, non da chi comanda».
«Non è vero che quello delle sardine è un movimento “contro” – spiega invece Gabriella Chiani – È un movimento “per”: per il rispetto di tutti gli esseri umani, dei diritti umani così come sanciti dalla dichiarazione universale, della legge del mare e di tutti i trattati internazionali e della nostra Costituzione. Ma anche della politica con la “p” maiuscola, quella dove si scambiano idee e ideali, dove non si urla ma si discute».
«Dissentiamo da un modo di fare politica che non è corretto, fatto di parolacce e violenza – dicono Fabio Giusti e Margherita Grieco – Speriamo che i giovani di oggi domani si comportino in modo diverso». —
Fabrizia Prota
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