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Un’opera d’arte al centro della rotonda di Capezzana

Maria Lardara
Franco Bini nella nuova sede della Fondazione Cassa
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Franco Bini nella nuova sede della Fondazione Cassa

Dei 3 milioni stanziati nel triennio per enti e associazioni la Fondazione Cassa nel 2020 ne destinerà 900.000 all’housing sociale e all’immagine della città

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PRATO. Anni Settanta, Ottanta. C’era una volta “mamma” Cassa che nutriva i suoi figli. Fuor di metafora, a dare soldi alla città era la Cassa di risparmio di cui ha raccolto l’eredità la Fondazione CariPrato per le attività di interesse pubblico. I rubinetti dei contributi a pioggia sono ormai chiusi. Soldi erogati sì – quasi tre milioni nel triennio 2019-2020 convogliati nelle realtà del terzo settore, culturale e istruzione – ma in modo oculato e preciso. Non era scontato. «A differenza di altre fondazioni, non avendo una banca dietro non possiamo beneficiare di dividendi a fronte di un patrimonio finanziario di 77 milioni di euro che dobbiamo gestire sui mercati», ricorda il presidente Franco Bini. Lui, l’imprenditore tessile alla guida dell’ente da 18 mesi, l’industriale che sta cercando di imprimere un nuovo corso a una Fondazione lacerata da ruggini e dissidi in seno all’assemblea dei soci. A partire da una revisione parziale dello statuto, in base alla quale il numero massimo dei soci sale a 120, di cui nove nuovi nomi eletti a ottobre.

BANDO A FEBBRAIO

Pin (114mila euro), Camerata strumentale (110mila), Emporio della solidarietà (70mila), Fondazione Datini (70mila), Museo del Tessuto (65mila), Roncioniana (80mila), Diocesi per il restauro dei beni culturali (104mila), Comune per l’emergenza abitativa (105mila euro), Metastasio e Centro Pecci (biblioteca): ecco chi ha ricevuto l'aiuto della Fondazione nel 2019. Infine, 143.500 euro per 38 progetti di altri enti e associazioni. Ma se il 2019 è stato proficuo per il sostegno a queste realtà del territorio, il 2020 non sarà da meno: sul piatto altri 900mila euro. A febbraio verrà aperto il bando per i progetti finanziabili con la metà delle risorse stanziate per il 2020 (450mila euro). «Tre le parole chiave del mio mandato: stabilità, coerenza, innovazione - spiega Bini - Abbiamo cercato di stimolare l’intraprendenza nel reperire risorse alternative promuovendo strumenti innovativi di fundraising». Da ricordare infine l’impegno sul fronte dell’housing sociale: 500mila euro per il piano di lottizzazione di Gello.

UN'OPERA D'ARTE

In principio fu la “ruota” di Karavan all’uscita autostradale di Calenzano, dieci anni fa. L’opera di arte contemporanea fu finanziata grazie alla Fondazione. Entro il 2020 Prato avrà un’altra porta simbolica di accesso, stavolta alla rotonda subito dopo l’uscita di Prato Ovest. «Pensiamo a un’installazione che intrecci l’immagine della città contemporanea con quella della città multiculturale. Valuteremo più progetti artistici. Sono in corso contatti con il Comune e il Pecci».

PIÚ SOCI

La revisione parziale dello statuto è il primo passo. L’intenzione è di procedere a una modifica ulteriore per allargare la platea di soci e soggetti rappresentativi della città. Il clima non è dei migliori dentro la Fondazione. «Non appartengo a nessuna scuderia, mi ritengo una persona libera. Ho accettato la presidenza ben sapendo la sfida impegnativa che mi attendeva. Il mio impegno – conclude Bini - è per la città». La nuova casa della Fondazione sarà inaugurata il 17 dicembre al primo piano di palazzo Gatti, sulla piazzetta Buonamici. —

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