Il Tirreno

Prato

"Sardine" congelate, a Prato è un mezzo flop

Alessandro Formichella e Fabrizia Prota
La manifestazione delle "sardine" (foto Batavia)
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La manifestazione delle "sardine" (foto Batavia)

Solo qualche centinaio di persone alla manifestazione organizzata in piazza del Comune. Le voci: "Finora abbiamo subito una politica fatta di offese e frasi fatte, che segue l’onda del malcontento generale"

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PRATO. C'era anche don Massimo Biancalani, il prete di Vicofaro (Pistoia) sostenitore dei migranti finito al centro di polemiche per i suoi metodi di accoglienza, tra le 250 le persone che, con pioggia e temperatura rigida, hanno manifestato stasera, 13 dicembre, in piazza del Comune come movimento delle "sardine". Nessuna bandiera, qualche striscione e diverse raffigurazioni di pesci. Sul palco si sono alternate più persone al microfono. Anche don Biancalani è intervenuto. "Bisogna agire secondo il Vangelo - ha detto il prete - e bisogna avere attenzione politica perché l'Europa è l'unico argine al populismo".

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Complessivamente si sono contati circa 250 presenti, forse meno dei pratesi che lo scorso 30 novembre sono andati a Firenze in occasione della enorme manifestazione in piazza della Repubblica. Sulle presenze ha inciso senza dubbio la situazione meteorologica. "È stato un successo, se si considera che fino al primo pomeriggio cadeva acqua gelida e i presupposti erano davvero pessimi». Lo dice Edoardo Carli, un po’ il fulcro, assieme ad altri giovani studenti e lavoratori, della manifestazione delle sardine a Prato.

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"La politica di oggi ha toni aggressivi ed è costruita sull’urlare, il parlarsi addosso – dice Giovanni Mannocci – C’è un clima che crea confusione e disorienta i cittadini". "L’aggressività verbale di certa politica è sempre più evidente – afferma Valentina Nunziati – Si è perso il rispetto a favore di un modo di esprimersi improntato all’odio e alla cattiveria. Perciò oggi siamo qui per dare un messaggio positivo e ritrovarsi in nome di altri valori e parlare di pace". "Si può fare politica in tanti modi, ma il rispetto deve essere la prima cosa – fa eco Fabrizio Bocchicchio – Questo movimento sta segnando un risveglio dei cittadini dal torpore delle proprie coscienze. C’è voglia da parte delle persone di tornare ad essere protagonisti ed uscire dall’immobilismo generale. Sinistra o non sinistra". Le “sardine” in piazza si riconoscono per lo più in valori vicini a quelli della sinistra, ma si augurano che il movimento non diventi un partito o un soggetto politico. "La politica, in senso lato, c’è in qualunque gesto che si fa – spiega Patrizia Pieraccini – ma questo è un movimento spontaneo, non legato ad un partito. Sono contenta che venga dai giovani, perché finora erano rimasti fermi, avevano subito. Cosa? Una politica fatta di offese e frasi fatte, che segue l’onda del malcontento generale. Invece dovrebbe essere fatta di conoscenza, cultura e consapevolezza della storia". Ed eccoli i giovani (pochi a dir la verità nell’insieme della piazza, dove prevalgono i meno giovani). "Io non mi sento rappresentato e quando devo votare non so per chi farlo – racconta Federico Gai, 18 anni – Bisogna dare fiducia alle persone, come vogliamo fare oggi, perché per cambiare le cose bisogna passare da loro, non da chi comanda". "Non è vero che quello delle sardine è un movimento “contro” – spiega invece Gabriella Chiani – È un movimento “per”: per il rispetto di tutti gli esseri umani, dei diritti umani così come sanciti dalla dichiarazione universale, della legge del mare e di tutti i trattati internazionali e della nostra Costituzione. Ma anche della politica con la “p” maiuscola, quella dove si scambiano idee e ideali, dove non si urla ma si discute". "Dissentiamo da un modo di fare politica che non è corretto, fatto di parolacce e violenza – dicono Fabio Giusti e Margherita Grieco – Speriamo che i giovani di oggi domani si comportino in modo diverso".

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