Il Tirreno

Prato

Daverio: "Prato snobba il suo patrimonio"

Fabrizia Prota
Philippe Daverio al centro con Andrea Di Benedetto (Cna) e Stefano Crestini (Confartigianato)
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Philippe Daverio al centro con Andrea Di Benedetto (Cna) e Stefano Crestini (Confartigianato)

Dal critico bacchettate sul fronte promozione e un invito alle categorie a battersi per la pensione nell’artigianato artistico

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PRATO. «Questa città ha ancora del lavoro da fare per promuovere il suo patrimonio culturale e la sua storia manifatturiera». Lo ha detto lo storico dell’arte Philippe Daverio in occasione della tavola rotonda sull’artigianato artistico che si è tenuta giovedì 13 al museo del Tessuto. «Bisogna far sapere che Prato esiste anche a chi va a visitare Firenze – continua il critico, volto noto della tv – affinché voglia venire a vedere anche i suoi palazzi storici e musei e a conoscere la sua tradizione manifatturiera. Va stimolata la percezione culturale, anche perché la curiosità per il passato e l’attenzione per i prodotti di oggi vanno di pari passo: il “marchio” si basa anche sul mito». 

Parlando poi di artigianato artistico, argomento della mattinata – promossa da Regione Toscana e organizzata da Artex - Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana insieme a Cna Toscana e Confartigianato Imprese Toscana, in occasione del decennale della Carta internazionale dell'artigianato artistico – Daverio “tira poi le orecchie” alle associazioni di categoria: «È urgente un dialogo con l’Inps per far riconoscere il diritto ad una pensione più alta a chi ha lavorato una vita nell’artigianato – ha detto –. Sarebbe il primo passo per riconoscere un settore che è una delle forze produttive più importanti del Paese». Sull’importanza dell’artigianato, in particolare quello artistico, per il sistema economico italiano è d’accordo anche Giovanni Lamioni, presidente di Artex: «L’artigianato ha consentito al sistema Paese di mantenere la schiena dritta in questi 10 anni di crisi – ha affermato – Dietro all’artigianato artistico, oltre ad un valore storico, culturale e sociale, c’è produzione, lavoro “vero”: imprese che fanno numeri e Pil».

In Italia sono 280mila le imprese del settore, che danno lavoro a 800mila addetti. Pari a 20mila quelle toscane, per un totale di 100mila addetti e un fatturato di 21 milioni di euro l’anno. Numeri importanti, anche se non mancano le criticità: «Bisogna cambiare la percezione diffusa del comparto – continua Lamioni – che viene associato ai vecchi mestieri. Ma la realtà non è quella: l’artigianato artistico è un settore ricco di innovazione e popolato da molti giovani. La sua immagine va svecchiata. Un’altra sfida è poi quella dell’internazionalizzazione». Diversi gli ospiti intervenuti a fare il punto sull'artigianato artistico oggi: il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze Claudio Rocca, il gallerista Jean Blanchaert, il docente dell’Università Cà Foscari di Venezia Stefano Micelli, e, per i promotori, il presidente di Cna Toscana centro Andrea Di Benedetto e il vicepresidente di Confartigianato Toscana centro Stefano Crestini. A portare i saluti della città, il sindaco Matteo Biffoni mentre per la Regione Toscana c'era l’assessore alle Attività produttive Stefano Ciuoffo, che ha detto: «Ci preme che questi mestieri non scompaiano e con Artex vogliamo puntare sulla formazione. Con le associazioni di categoria stiamo poi lavorando ad un catalogo dell’offerta formativa delle botteghe scuola toscane».

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