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Riciclaggio, lo Stato restituisce i beni tolti al condannato
L'ex gestore di uno sportello money transfer ha vinto il ricorso contro la confisca della casa, dell'auto e del conto corrente
PRATO. L’ex titolare di uno sportello money transfer condannato in primo grado per associazione a delinquere e riciclaggio rientrerà in possesso della casa, dei soldi del conto corrente e dell’auto che gli erano stati sequestati ai fini della confisca come misura di prevenzione patrimoniale parallela al procedimento penale. Si tratta di Wu Zhengmian, assistito dall’avvocato Giuseppe Nicolosi, che in questi giorni ha vinto il ricorso presentato contro il sequestro. Si tratta di due procedimenti, quello penale e quello di prevenzione, che non sono necessariamente collegati.
Wu Zhengmian ha gestito fino ad alcuni anni fa lo sportello money transfer della libreria Ou Hua all’angolo tra via Cavour e via Pistoiese. Di lì sono passati milioni di euro, suddivisi in tranche di 1.999 euro per non lasciare tracce e diretti in Cina, di solito come forma di pagamento di partite di tessuti. Nell’inchiesta che fu chiamata Cian Liu (Fiume di denaro) Wu Zhengmian fu accusato dunque di associazione a delinquere e di riciclaggio ed è stato condannato col rito abbreviato. Ora, mentre a Firenze è sempre in corso il processo di primo grado per molti altri indagati, è in attesa del giudizio di appello. Intanto però rientra in possesso dei beni che gli erano stati sequestrati.
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