Il Tirreno

Prato

China Awards a due aziende toscane, a Brachi di Prato e a Business Strategies di Firenze

Maria Lardara
Giulio Lombardo di Brachi ritira il premio durante la cerimonia a Milano
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Giulio Lombardo di Brachi ritira il premio durante la cerimonia a Milano

Ogni anno la Fondazione Italia Cina e MF-Milano Finanza conferiscono un premio alle aziende e alle personalità che meglio hanno saputo cogliere le opportunità di scambi tra Italia e Cina

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L’affare nella terra del Dragone l’hanno fiutato più di dieci anni fa. Casa madre nel Macrolotto 2 (Prato), filiale operativa ad Hangzhou: si parla di una metropoli cinese con quasi nove milioni di abitanti. Se c’è una piccola impresa toscana che è riuscita a scalare la Grande Muraglia, quella si chiama Brachi: è l’unica realtà italiana che in Cina si occupa di controllo qualità per l’industria della moda.

Lo sa bene la Fondazione Italia Cina che, nella serata del 10 dicembre, ha assegnato i China Awards all’azienda fondata da Primo Brachi a Prato 42 anni fa. La Brachi Testing Services è fra i 38 vincitori della quattordicesima edizione dei prestigiosi premi che ogni anno la Fondazione Italia Cina e MF-Milano Finanza conferiscono alle aziende e alle personalità che meglio hanno saputo cogliere le opportunità di scambi tra Italia e Cina. Insieme alla Business Strategies di Firenze, la Brachi è l’unica azienda toscana ad aver ricevuto il riconoscimento, all’interno della categoria “Creatori di valore”.

Valore che in effetti la Brachi è riuscita a creare annodando fili di una storia di successo, quella di un piccolo imprenditore pratese che nel 2008 decise di scommettere nel paese del Dragone. «Questo premio ci dà una grande soddisfazione, quella di aver sfatato il luogo comune che una piccola impresa italiana abbia la strada sbarrata per investire in Cina: servono coraggio e un’idea imprenditoriale vincente», confessa al Tirreno Giulio Lombardo, direttore commerciale del Gruppo Brachi e nipote del fondatore.

Grazie anche alla joint venture con le autorità cinesi, Brachi è l’unico laboratorio abilitato a emettere rapporti di prova riconosciuti dagli organi di controllo cinesi. Se un brand della moda vuole aprire un negozio in Cina, tanto per intendersi, ha bisogno di appoggiarsi a Brachi per testare i propri articoli secondo gli requisiti stringenti delle normative di Pechino. Oggi nel laboratorio di Hangzhou (Brachi ha anche una filiale in Bangladesh) lavorano 34 tecnici specializzati. I primi contatti con la Fondazione Italia Cina risalgono al 2018. «Ci avevano chiesto di presentare il nostro progetto, l’esempio di una piccola impresa che riesce ad avere successo e a creare valore in Cina», racconta Lombardo mentre è in viaggio verso Milano. La consegna dei premi è avvenuta nella cornice del Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, alla presenza dell’ambasciatore di Pechino in Italia Li Junhua, il sottosegretario Ivan Scalfarotto e l’ex premier Romano Prodi.

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