Sicurezza
Cassa edile, in 10 anni persi metà iscritti e la nuova sede va all'asta
Il settore è al palo nonostante una piccola ripresa nell’ultimo anno. L’ex fabbrica di via San Paolo è in vendita per 1 milione e 250mila euro
PRATO. Due appezzamenti di terreno, un vecchio carbonizzo ormai pericolante, una civile abitazione. Lì doveva nascere la nuova sede della Cassa edile pratese, lì c’erano le fondamenta della futura “casa” dei lavoratori del comparto costruzioni. E invece tutti questi beni andranno all’asta, l’8 gennaio 2020. Era il 2008, in città il business del mattone girava ancora. Ne approfittò anche l’ente che si occupa di tutelare i diritti dei lavoratori edili erogando loro varie prestazioni assistenziali. Fu comprata all’epoca una porzione d’area fra via Galcianese e via San Paolo (davanti al cimitero della Misericordia): dalla ceneri di una tintoria in disuso doveva essere tirato su il nuovo quartier generale dell’ente paritetico gestito da Ance Toscana Nord, Confartigianato, Femca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil. Ma la crisi ha spezzato le ali al sogno di una sede più grande (quella attuale è in via Marini).
«Avevamo acquistato l’immobile nel boom dell’edilizia ma poi le difficoltà del settore ci hanno costretto a rivedere i piani», racconta il direttore Fabrizio Ciulli. E che difficoltà: in dieci anni l’emorragia dell’edilizia ha bruciato oltre la metà dei posti di lavoro. Basta un dato per rendersi conto del duro colpo che ha accusato il comparto. Se nel dicembre 2008 la Cassa edile contava 2.452 iscritti, nello stesso mese di dieci anni dopo gli occupati scendevano a 1.026. «Tuttavia, dopo un decennio nero s’intravedono timidi segnali positivi – osserva il direttore - Nel 2019 abbiamo assistito a una frenata del trend in calo con un aumento di ore lavorate e una ripresa di cantieri, soprattutto nel campo delle ristrutturazioni».
Va meglio ma è difficile tornare ai numeri positivi prima del 2009, complice anche una certa elusione contributiva che alimenta tutto quel sottobosco di lavoro nero. Meno iscritti, meno somme versate nelle casse dell’ente paritetico. Il prezzo a base d’asta per tutto il complesso in vendita (due terreni, un fabbricato industriale e un’abitazione dismessa anticamente usata dal custode della tintoria) ammonta a 1.250.000 euro: le offerte d’acquisto (da far arrivare entro il 7 gennaio allo studio del notaio Francesco D’Ambrosi) dovranno essere migliorative rispetto alla base del prezzo d’asta.
Di certo la vendita potrebbe fruttare un affare per chi è interessato a investimenti immobiliari nell’area, fermo restando il vincolo cimiteriale presente nella zona e le previsioni del nuovo piano operativo approvato dal Comune. Per i due edifici dismessi (industriale e civile), ad esempio, sono possibili interventi di ristrutturazione edilizia mantenendo l’attuale destinazione d’uso (produttivo) oppure cambiando la destinazione per altre funzioni.Gli interventi sul verde dovranno avere un interesse pubblico: parchi, giardini, parcheggi.
I NUMERI
Se nel dicembre 2008 la Cassa edile contava 2.452 iscritti, nello stesso mese di dieci anni dopo gli occupati scendevano a 1.026. Differenza: - 1.426 iscritti in meno in dieci anni, pari al - 58%.
Gli ultimi dati più aggiornati della Cassa edile si riferiscono al periodo compreso fra il gennaio e il settembre 2019: 396 imprese, 1.545 occupati, 1.223.727 ore lavorate. Meglio rispetto all’andamento dei primi otto mesi del 2018: 1.346 lavoratori e 1.100.855 ore lavorate per un totale però di 401 imprese.
Le imprese nell’ultimo anno sono aumentate di + 5 unità, gli occupati di + 199. Le ore lavorate sono aumentate di 122.872. Una ripresina che in termini percentuali non è molto significativa, ma che segna un’inversione di tendenza importante nel comparto dell’edilizia pratese.
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