Il Tirreno

Prato

funerali a oste

L’addio a Daniele con le sirene delle ambulanze

Alessandro Formichella
Don Amidei coi volontari della Misericordia mentre escono dalla chiesa portando il feretro
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Don Amidei coi volontari della Misericordia mentre escono dalla chiesa portando il feretro

Decine di volontari della Misericordia salutano il ventisettenne montemurlese morto all’improvviso per un malore

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MONTEMURLO. «Che Daniele arrivi subito al cospetto di Dio» ha detto don Simone Amidei, durante la cerimonia funebre. Una chiesa gremita, quella di Santa Maria Madre a Oste, per l’ultimo saluto ieri pomeriggio, sabato 7, a Daniele Falci, il volontario di 27 anni della Misericordia di Oste morto in casa al ritorno del lavoro nel tardo pomeriggio di martedì scorso. Nella chiesa, piena di volti giovani affranti e di amici della famiglia, anche i tanti volontari della Misericordia di Oste, ad iniziare dal responsabile della confraternità Lorenzo Scroto. Una giovane vita spezzata. Daniele aveva appena 27 anni e da un anno stava affrontando anche il grosso impegno di comprare un’abitazione. Al funerale la madre di Daniele, Anna, e la sorella minore Denise, il padre e la fidanzata Silvia, con la quale Daniele stava assieme da anni, ieri pomeriggio non sono mai riusciti a fermare le lacrime per un dolore troppo grande, arrivato all’improvviso come un fulmine a ciel sereno.

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Chiesa affollata, a rendere omaggio a questo ragazzo che fino a pochi giorni fa nutriva sogni e speranze. In chiesa gli amici di sempre, quelli della Misericordia dove Daniele aveva fatto il servizio civile anni fa e poi il volontario in modo particolare nel gruppo di protezione civile, gli amici del liceo artistico Brunelleschi di Montemurlo dove il giovane volontario si era diplomato, gli insegnanti delle superiori e delle scuole elementari. E tanti amici e conoscenti. Tutti increduli e affranti. In Chiesa, ha partecipato alla messa e alla cerimonia funebre anche il sindaco di Montemurlo, Simone Calamai, che conosceva Daniele Falci proprio per il suo impegno nella protezione civile. Sulla bara il casco da metalmeccanico che il ventisettenne impiegava tutti i giorni sul lavoro, con le firme dei colleghi dell’azienda montemurlese nella quale era impiegato da tempo e dove lavora anche la sorella Denise.

Distrutta dal dolore la madre, per la perdita così prematura del figlio, sorretta dalla giovane figlia e dai parenti. Poi l’estremo saluto, con il feretro che è uscito dalla Chiesa, portato in spalla dai soccorritori della Misericordia di Oste fra grandi applausi e le sirene dei mezzi di soccorso. Tanti applausi ad una giovane vita rotta e volata via. La salma, trasportata poi alla Misericordia di Prato, sarà cremata agli impianti crematori di Firenze, a Ponte a Ema, nei prossimi giorni.

Il corpo di Daniele Falci è stato per un paio di giorno bloccato dal magistrato che, vista la giovane età e la morte improvvisa, ha voluto verificare l’eventualità di cause non naturali. Ma poi non c’è stato neppure bisogno dell’autopsia: il decesso dovrebbe collegarsi con ogni probabilità ad un arresto cardiaco fulminante, capitato a Daniele appena tornato dal lavoro e mentre era ancora solo in casa. Daniele non avrebbe neppure sofferto di particolari patologie.

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