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Il Palazzo di giustizia cade a pezzi: avvocati in stato di agitazione
Mercoledì un pannello ha ferito una persona in ascensore. Poco personale: le udienze devono terminare entro le 14
PRATO. Gli avvocati della Camera penale hanno proclamato ieri lo stato di agitazione in segno di protesta contro le condizioni in cui versa, ormai da anni, il Tribunale. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è una notizia minima, ma emblematica. Mercoledì 4 si è staccato un pannello metallico all’interno dell’unico ascensore rimasto in funzione, sui quattro esistenti. Il pannello ha colpito uno degli occupanti, che poi si èfatto visitare in ospedale.
«Tutto ciò - si legge in una nota della Camera penale - ammesso che ce ne fosse bisogno, testimonia ancora una volta lo stato di estremo abbandono e degrado in cui versa il Palazzo di giustizia. È peraltro notizia id questi giorni che il presidente del Tribunale ha adottato un ordine di servizio secondo cui tutte le udienze dovranno terminare entro le ore 14 a causa della carenza di personale amministrativo. Sempre nella giornata di ieri un cittadino si è giustamente lamentato perché nel nostro Tribunale non vengono affissi fuori dalle aule di udienza i ruoli dei processi del giorno, come prevede il codice e come imporrebbero anche evidenti esigenze di rispetto dell’utenza, che ovviamente stenta a orientarsi se non è adeguatamente informata su quale sia l’aula dove deve comparire. Tutto ciò perché le poche unità di personale in servizio non sono in grado di far fronte a tutte le incombenze. Pare, infatti, che alcune delle unità di personale assegnate al Tribunale di Prato negli ultimi mesi, accoilte con entusiasmo da tutti gli operatori giudiziari, seppure non sufficienti a colmare le rilevanti carenze di organico, abbiano chiesto e ottenuto il trasferimento in altre sedi».
«Intanto il Governo - aggiungono gli avvocati - racconta che risolverà i problemi della giustizia con riforme che calpestano i diritti dei cittadini, come quella che entrerà in vigore a gennaio, che abolisce la prescrizione dopo la sentenza di primo grado, che rischia di portare il sistema al collasso, condannandoci tutti a interminabili attese per vedere conclusi i processi penali, sempre che, nel frattempo, non vengano dichiarati inagibili i Tribunali. La Camera penale di Prato chiede pertanto che sia urgentemente predisposto un piano di intervento che fornisca precise indicazioni su tempi e modalità con cui il Governo intende sopperire alle denunciate criticità strutturali e organiche degli uffici cittadini».
Sulla questione interviene anche il deputato Giorgio Silli (Cambiamo): «Il Tribunale di Prato è ridotto in condizioni non degne di un Paese sviluppato. Dopo aver ricevuto il documento degli avvocati pratesi che denunciano le criticità degli uffici giudiziari pratesi ho deciso di convocare in aula il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede con urgenza per la prossima settimana. Vogliamo risposte per un presidio di giustizia che soffre da anni e che si trova ora addirittura a interrompere gran parte della sua residua funzionalità. Siamo stanchi di rassicurazioni vuote e promesse mancate, non ci possiamo più permettere nemmeno quelle». Secondo Silli la limitazione delle udienze alle 14 «è uno scandalo che grida vendetta».
«Stiamo valutando di sostenere l’iniziativa dello stato di agitazione della Camera penale di Prato ». Ad annunciarlo è Sandro Malucchi, segretario della Funzione pubblica Cgil di Prato. «Il documento degli avvocati della Camera penale coglie i punti di criticità del sistema giustizia locale – scrive Malucchi – carenza di personale amministrativo e risorse strumentali inadeguate e inefficienti». Il sindacato di piazza Mercatale non intende fermarsi alla protesta ma promuove l’attivazione di un tavolo con le amministrazioni pratesi. Secondo Lorenzo Pancini della Cgil confederale di Prato: «Abbiamo scritto una settimana fa al presidente della Provincia segnalando la scarsità del personale assegnato al tribunale e l’inconsistenza numerica degli ispettori Inps addetti ai servizi ispettivi».
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