Un fiume di fango e acqua ha invaso Villa Giamari
Un’impiegata della biblioteca ha raccontato l’allagamento di lunedì mattina «Le stanze più colpite la sala video in tinaia e quella adibita all’emeroteca»
MONTEMURLO. Un fiume di acqua e fango che ha lasciato dietro di sé melma e sconforto nel luogo simbolo della cultura montemurlese. È quello che ha colpito la biblioteca comunale Bartolomeo della Fonte durante il nubifragio che il 2 dicembre ha messo a dura prova Montemurlo, come tutta la piana pratese e pistoiese. All’indomani del “lunedì nero”, sotto un timido sole (scongiurato almeno l’allarme vento), in biblioteca si fa la conta dei danni. Erano da poco passate le 11.30 di lunedì quando l’acqua ha fatto irruzione nella struttura, all’interno di villa Giamari: un vero e proprio fiume proveniente dalla sovrastante via Fermi si è fatto strada lungo via Bicchieraia e ha sfondato la finestra della tinaia, entrando nell’edificio. Silvia Zizzo, impiegata in biblioteca – che il lunedì mattina è chiusa –, era lì con una decina di colleghi. «Appena ci siamo accorti che l’acqua stava entrando ci siamo subito preoccupati per i libri e siamo corsi a metterli in salvo, facendo una “catena umana” per levarli dagli scaffali più bassi – racconta –. Ad allarmarci dapprima è stata l’acqua che entrava dalle porte d’ingresso, ma quando ci siamo accorti che veniva su dalla tinaia e stava riempiendo gli scantinati abbiamo capito che il problema era più grave. Sembrava una cascata: in 2 ore ha allagato tutto». Le stanze più colpite la sala video in tinaia e quella vicina adibita ad emeroteca, dove l’acqua alta ha distrutto l’archivio dei quotidiani e delle riviste recenti (salvo quello storico), la saletta multimediale e la parte più antica di Villa Giamari (esclusa la Limonaia). Completamente allagati, con 1,8 metri d'acqua, gli scantinati, per fortuna vuoti. Quasi tutti i libri sono stati salvati (solo una decina quelli irrecuperabili) mentre è ancora da definire la sorte dei numerosi Dvd. Provano a salvarli i ragazzi del servizio civile e alcuni studenti universitari montemurlesi che si sono messi a disposizione volontariamente: gli stessi “angeli del fango” che lunedì, insieme agli impiegati comunali, scopa alla mano, hanno spinto fuori l’acqua dalla biblioteca. «Ho saputo da un amico che era andato lì per studiare cosa stava succedendo – spiega Lorenzo Palumbo, 19 anni, studente –. Mi ha detto “Serve una mano”. Allora ho preso scopa e stivali e sono venuto qui». «C’era acqua dappertutto» racconta Peter Lombardi, volontario del servizio civile, mentre insieme alla “collega” Samanta Giardino lava i Dvd. Asciugarli e stendere le copertine sui fili tesi delle decorazioni natalizie tocca poi a Ilias Rizzi: «Bisognerà vedere poi quali funzionano e quali no – dice –. Ma almeno ci proviamo». Ci vorrà almeno una settimana prima che la biblioteca riapra i battenti. Anche perché oltre a rimettere a posto tutto sarà necessario pulire a fondo e sanificare gli ambienti, dove il fango è rimasto attaccato, e controllare gli impianti elettrici della parte vecchia, quella più colpita dall’alluvione. «Per levare tutta l’acqua ci sono volute 5 idrovore (messe a disposizione da Vab e Misericordia) attive fino all’una di notte – racconta il vicesindaco con delega alla Cultura Giuseppe Forastiero –. Non è ancora chiaro cosa sia successo. Forse uno smottamento in collina, dato che dal tombino di via Fermi uscivano acqua e fango. Ma la pioggia era tanta». Trasferiti invece per ora al centro giovani di via Milani gli uffici della pubblica istruzione. —
Fabrizia Prota
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