Sicurezza
I dormitori abusivi sono in calo ma lo sfruttamento c’è ancora
Prato, il bilancio dei controlli nelle confezioni a sei anni dalla tragedia della Teresa Moda. E gli ispettori trovano un cinese che dorme sul letto in bilico a tre metri d’altezza
PRATO. Il lettino improvvisato era in bilico, a tre metri di altezza nell’ufficio del “padrone”. Un operaio cinese dormiva lì, rannicchiato in quella cuccetta di compensato dopo un turno massacrante. Cercava un riparo dopo una notte di fatica e dallo sguardo del titolare. Gli ispettori dell’Asl lo hanno sorpreso a metà mattinata nel suo sonno, tre settimane fa. «Gli abbiamo salvato la vita: il letto stava in piedi per miracolo: è accaduto in un deposito tessuti che è stato sequestrato. Ma se non ci fosse stato il piano “Lavoro sicuro”, a quest’ora la zona industriale sarebbe un dormitorio». Il racconto sul campo di Mauro Abbarchi, ispettore dell’Asl Toscana Centro, restituisce la sintesi del piano “Lavoro sicuro”, a sei anni dal rogo mortale di Teresa Moda. Negli ultimi due mesi sono scattati i sigilli per un deposito tessuti, un fondo commerciale adibito a dormitorio (una novità) e una casa-fabbrica. Tre sequestri sono una goccia nel mare dei 2.006 controlli avvenuti nei capannoni cinesi fra Prato, Firenze e Pistoia (1.180 nel Pratese) nel 2019 quasi archiviato.. Sei anni dopo. Non fiori ma numeri per commemorare il triste anniversario della morte di Rao Zhangjian, Xue Xieqing, Dong Wenqiu, Zheng Xiuping, Lin Guangxing, Wang Chuntao e Su Qifu in quel maledetto primo dicembre. «La situazione non è la stessa del 2014, sono stati fatti passi avanti – dice il sindaco Matteo Biffoni – Ma se qualcosa è mancato è l’aiuto dai palazzi romani, pensando alle difficoltà che incontrano le forze dell’ordine e il nostro tribunale».
Ispezioni serali. Andrà avanti fino al 31 dicembre 2020 il piano straordinario dei controlli, che sono passati dai 1.463 nel 2014 ai 2.006 nel 2019 (2.048 quelli previsti nel 2020). Se nel 2015 l’indice di regolarità delle aziende ispezionate era del 20%, nel 2019 siamo passati al 56,1%. Negli ultimi cinque anni i dormitori abusivi sono calati del 67% mentre gli impianti elettrici sono ormai quasi tutti a norma. Sequestri e chiusure, infine, sono il 91% in meno. La fase 3 del piano “Lavoro sicuro” iniziata ad aprile scorso ha segnato anche l’avvio dei controlli anche in orario serale e nei festivi. «Ma il cambiamento vero – sottolinea Renzo Berti, direttore del dipartimento prevenzione dell’Asl Toscana Centro – è frutto della consapevolezza e dell’assunzione di responsabilità, non dell’imposizione».
Sos sfruttamento. Sei anni dopo il fenomeno ha cambiato pelle. «Oggi nei luoghi di lavoro si muore molto meno ma la dignità della persone viene calpestata», sottolinea il procuratore capo Giuseppe Nicolosi. Che fa riferimento al reato di caporalato inserito nel codice penale (603-bis): a tal proposito, nel 2019 sono arrivati in Procura oltre 1.400 procedimenti su questa materia e 1.600 sono quelli definiti. «Numeri importanti che i magistrati riescono a gestire con un modello organizzativo che presuppone ritmi serrati – sottolinea Nicolosi – Il mio ufficio s’è esposto in questa materia per cercare di contrastare il fenomeno: si tratta di indagini costose, non semplici. La strada da fare è tanta ma lo sfruttamento non può essere risolto nelle aule di giustizia». Durante la mattinata sono intervenuti il presidente della Camera di commercio Luca Giusti che ha ricordato il peso dell’imprenditoria straniera sul territorio (su novemila aziende, seimila sono cinesi), insieme al segretario in pectore della Cgil Lorenzo Pancini e a Leandro Vannucci, presidente di Cna Toscana Centro.
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