Proteste
False fatture, professionista e clienti alla sbarra
prato. È iniziata mercoledì l’udienza preliminare nei confronti di una ventina di imputati che devono rispondere dell’accusa di aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti al fine di non pagare le tasse.
Si tratta di un’inchiesta nata cinque anni fa a Pistoia sul conto di Leonardo Balducci (che non figura tra gli imputati del procedimento pratese), titolare di 11 partite Iva grazie alle quali secondo l’accusa produceva fatture a comando, poi utilizzate da altri per abbattere le tasse.
Il personaggio principale del procedimento pratese è la commercialista Cinzia Piccioni, che secondo la guardia di finanza smistava le false fatture tra i suoi clienti e che deve rispondere anche di occultamento e distruzione di scritture contabili.
Di fronte al giudice per le indagini preliminari, oltre alla Piccioni, sono comparsi Silvano Ferrini, Andrea Vincenzi, Francesca e Piero Attanasio, Carmela Masiello, Paolo Nanni, Candido Piccioni, Laura Speranza, Franca Verteramo, Andrea Biggi, Roberto Bongiovanni, Marco Bordonaro, Giuseppe Nenna, Filippo Palombo, Flavio Picariello, Mirco Santini, Rossana Rossi e Rocco Zambri.
Si tratta in gran parte di clienti dello studio Piccioni, ai quali la guardia di finanza è risalita dopo il sequestro dei documenti nello studio della commercialista. Alcuni chiederanno il patteggiamento, ma la condizione è che saldino per intero il debito fiscale. Per questo il giudice ha rinviato a giugno. —
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