Il Tirreno

Prato

lo scontro 

Nella Lega volano gli stracci Accesa lite tra Curcio e Betti

Paolo Nencioni
Nella Lega volano gli stracci Accesa lite tra Curcio e Betti

Lui accusa: «Mi ha dato del c.......». Lei nega: «Mai detta quella parola» Tutto è nato sulla chat del gruppo consiliare dopo un “vaffa...” di troppo

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prato. Volano gli stracci tra i consiglieri comunali della Lega. Tra due in particolare, Marco Curcio ed Eva Betti. E per due parole in particolare: vigliacco e coglione. Che Curcio accusa Betti di aver pronunciato nei suoi confronti. E che Betti nega di aver mai detto.

Per capirci qualcosa bisogna ripartire dall’inizio. Palazzo comunale, interno giorno. Manca poco all’ora di pranzo quando Curcio e Betti escono dalla saletta della Commissione controllo e garanzia, che è appena saltata per l’assenza dei consiglieri di maggioranza. Ci sarebbe da fare polemica, ma la lite che scoppia è tutta interna al Carroccio, perché Eva Betti si avvicina a Curcio e gli chiede conto di certe cose poco carine nei suoi confronti che il compagno di partito ha scritto sabato sulla chat del gruppo. Lui cerca di abbozzare, ma lei torna alla carica e secondo lui pronuncia quelle due parole che lei nega di aver detto. La discussione è così accesa che dal piano di sotto sale anche il piantone per vedere che cosa sta succedendo. Poi ognuno va per la sua strada, ma Curcio non ci sta e decide di lavare i panni sporchi in pubblico.

«Sì, è vero, è nato tutto sulla chat del gruppo consiliare – spiega – A qualcuno ha dato fastidio che io avessi convocato una conferenza stampa per parlare della questione dei robot di sorveglianza che non riescono a entrare in funzione sulle piste ciclabili, ma le offese in pubblico non le posso tollerare. Ho fatto un percorso politico e una reputazione da difendere, non mi faccio dare del vigliacco e del coglione senza reagire. I problemi, se ci sono, si affrontano in altre sedi».

«E soprattutto – rincara Curcio – io che lavoro a testa bassa per il partito e per il bene della comunità non mi faccio offendere da chi sta lì da mesi a scaldare la poltrona».

Eva Betti, raggiunta al telefono, avrebbe voluto evitare di finire sul giornale per questa storia, ma a questo punto è difficile tirarsi indietro e così prova a spiegare: «Sabato nella nostra chat interna, quella dei sei consiglieri, c’è stato uno scambio acceso di opinioni, non solo con Curcio. Il suo ultimo messaggio è stato un “vaffa...” nei miei confronti e poi ha abbandonato la chat. Per questo oggi quando l’ho visto in Comune sono andata a chiedergli conto di quello che aveva scritto, gli ho fatto presente che sono cose gravi e che non si parla così tra persone civili. Lui ha svicolato, è andato dai giornalisti e continuava a guardarmi ridendo. Per questo sono tornata alla carica, ma quelle parole non le ho dette».

Betti e Curcio sono tra gli ultimi arrivati nella Lega, lei da Forza Italia, lui dalle liste civiche della Vallata vicine agli azzurri. Sullo sfondo della loro lite pubblica ci sono probabilmente anche le tensioni intorno al ruolo della capogruppo Ovattoni, che alcuni sostengono e altri no.

A Curcio si imputa un eccesso di personalismo (la famosa conferenza stampa sui robottini senza avvisare la capogruppo, per esempio). Eva Betti dal canto suo è una che non le manda a dire. L’esito dunque era prevedibile. Ora dovranno per forza fare la pace, se non vorranno passare mesi o anni in consiglio comunale da separati in casa. –

Paolo Nencioni

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