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vernio 

Falsi ristoratori truffano commercianti di salumi

Paolo Nencioni
Falsi ristoratori truffano commercianti di salumi

I carabinieri perquisiscono le abitazioni di tre persone residenti in Valbisenzio nell’ambito di un’inchiesta  della Procura di Bologna

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vernio. Le abitazioni di tre persone residenti a Vernio sono state perquisite ieri dai carabinieri nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Bologna su una truffa nel settore alimentare.

L’inchiesta è nata dalla denuncia presentata da alcuni commercianti di carni e salumi, con attività in Emilia Romagna, che sono stati truffati col vecchio sistema degli assegni scoperti.

Secondo quanto ricostruito, i tre indagati si sarebbero spacciati per ristoratori, spendendo il nome di locali realmente esistenti ma che sono totalmente estranei alla truffa, e acquistando merce per migliaia di euro che doveva servire a rifornire i loro locali. In realtà volevano solo entrare in possesso di carni e salumi per poi rivenderle a qualche ristoratore compiacente o a qualche commerciante senza scrupoli.

Il sistema usato, come detto, è quello più vecchio del mondo: si rilascia una fattura falsa e si paga con un assegno che poi risulterà scoperto. Nel tempo che passa tra il ritiro della merce e la scoperta che l’assegno non è buono la merce sparisce.

E in effetti ieri mattina nelle abitazioni dei tre indagati non è stata trovata alcuna traccia delle carni e dei salumi che sono stati trafugati ai commercianti emiliani. È stata trovata solo una cella frigorifera che potrebbe essere servita a stoccare la merce prima di farla sparire.

Ai tre indagati i carabinieri sono risaliti dopo la denuncia presentata dai commercianti truffati e il movimento delle pattuglie che ieri mattina hanno effettuato le perquisizioni nella zona della casa cantoniera di Montepiano non è sfuggita ai residenti, che si sono chiesti che cosa stesse succedendo.

Le indagini dei carabinieri ora proseguono per capire a chi è stata rivenduta la merce sottratta con gli assegni scoperti. I tre indagati non sono sottoposti ad alcuna misura di custodia e potrebbero essere loro a indicare agli inquirenti che fine hanno fatto quelle partite di carne e di salumi. —

Paolo Nencioni

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