Il Tirreno

Prato

Muore dopo un investimento, la Procura apre un fascicolo

Raffele Lello Montini
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Raffele Lello Montini

Raffaele Lello Montini, 73 anni, era stato rimandato a casa dall'ospedale dopo l'incidente. Noto a Vaiano per la sua partecipazione alla vita del paese, si preparava a fare come ogni anno il Babbo Natale nelle scuole

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VAIANO. A 73 anni ci ha lasciati Raffaele Lello Montini. Era nato nel 1946, e sul territorio vaianese era uomo di comunità e a breve sarebbe diventato il Babbo Natale di Vaiano e con la sua barba bianca faceva il giro delle scuole e degli asili in Valbisenzio per far sorridere e portare i doni ai bambini. Nel comitato elettorale del sindaco Primo Bosi era un uomo allegro e sempre disponibile. «Ci ha lasciati un cittadino, un amico, un uomo che si è sempre impegnato per la nostra comunità – lo ha ricordato il sindaco di Vaiano Primo Bosi-. Il tuo entusiasmo e lo spirito vitale che ha sprigionato continuerà a sostenerci, nel tuo ricordo, rallegrando le nostre giornate. Ciao Lello». Lascia la moglie e due figli e dapprima aveva lavorato nel tessile in conto terzo ed aveva uno stanzone vicino casa e poi aveva aperto un negozio di generi alimentari in via Braga.

Sabato mattina la moglie l’ha trovato privo di vita a casa. Lunedì scorso, mentre pioveva, era stato investito e si era rotto o incrinato il bacino, il femore e qualche costola ma giovedì era stato rimandato a casa con l’obbligo di stare fermo e con delle punture antidolorifiche.

Purtroppo nella mattina di sabato la moglie è scesa al piano terra per fargli la puntura e il suo cuore non batteva più. È intervenuto il medico legale ed è stato aperto un fascicolo in procura per capire il motivo del decesso. 

Da sempre impegnato per la comunità sul territorio era presidente dell’Astac (Associazione sportiva toscana amatori carretti) e proprio nel 2017 aveva organizzato un campionato italiano oltre ad essere punto di riferimento al bar Las Vegas ed era stato dirigente della Badia per il calcio Uisp e di Terza categoria. . «Il ricordo più bello era quando andava in cucina perché era un grande cuoco – continua Bosi – riusciva a convogliare tutti attorno a un tavolo e da quel momento in poi diventava una festa. Sempre in prima linea nel mondo del volontariato con il Carnevale la festa di Sofignano o qualsiasi altra iniziativa. per lui c’era il bicchiere sempre mezzo pieno. Un carattere solare. Un uomo di comunità».

«Nella chat del comitato elettorale – dice Bosi – proprio venerdì ci aveva mandato messaggi per chiederci di venire a trovarlo e soprattutto era preoccupato del ragazzo che l’aveva investito perché diceva che sono cose che succedono e che ci voleva parlare per farlo stare tranquillo. Un carattere solare e sempre di buonumore anche in questa occasione».

Abitava in via Bronia e tra i vicini di casa c’era Matteo Grazzini . «Lello era un amico e davvero una persona della comunità vaianese – spiega Grazzini – non era iscritto a nessuna associazione ma faceva parte di tutte. Tra l’altro faceva parte del comitato elettorale di Primo Bosi ma era simpatizzante anche per il nuovo movimento Italia Viva di Renzi. Quando c’era una festa o un’attività che fosse sportiva, sociale o di beneficenza si metteva il camice e iniziava a lavorare».
 

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