Il Tirreno

Prato

La Lega: "I robottini? Un flop, costi triplicati e non utilizzati"

Marco Scafuro e Manuele Bonaccorsi “padri tecnologici” del robot
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Marco Scafuro e Manuele Bonaccorsi “padri tecnologici” del robot

Il consigliere Curcio fa notare che l’investimento del Comune è passato da 29 a 100mila euro: "Non sono neppure collegati con le forze dell’ordine, che videosorveglianza è?". La replica dell'assessore Barberis

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PRATO. Era fine marzo, quando all’interno del palazzo comunale gli occhi dei presenti erano puntati sul prototipo del robottino (anzi, robottina) che venne presentato alla stampa. Si tratta del progetto Robocam all’interno di Riversibility. L’annuncio dato nell’occasione era che da giugno fino a dicembre i due automi sarebbero stati lungo la ciclabile di via Firenze con compito principale quello della videosorveglianza grazie alle telecamere incorporate oltre poi a servizi aggiuntivi. In realtà in via Firenze i robottini non ci sono andati. E per Marco Curcio, consigliere comunale di minoranza in quota alla Lega, le cose che non tornano sul progetto sono tante. Vediamo quali.

I COSTI

«Partiamo subito dai costi – esordisce il consigliere Curcio – Si parlava di un investimento di 95mila euro, di cui 66mila finanziati dalla Regione e 29mila dal Comune. Ho fatto la richiesta di accesso agli atti ed è emerso che l’investimento risulta essere di 166mila euro, e la quota che mette il Comune è pari a 100mila euro. Ovvero: tre volte superiore a quanto era stato detto». «I robottini – prosegue Curcio – non hanno mai visto via Firenze e nemmeno la vedranno mai. Parte del collaudo è stato fatto a Santa Lucia, il resto gli ingegneri del dipartimento di biorobotica del Sant’Anna lo hanno eseguito presso la loro sede nel pisano».

OPERATIVITÀ

«Non sono ancora operativi i robottini – precisa Marco Curcio – e non potranno esserlo durante l’inverno dato che non resistono all’acqua. In pratica – ironizza ma non più di tanto il consigliere – serve qualcuno che regga loro l’ombrello. E non solo: ci vuole anche un accompagnatore che li guidi col telecomando perché non hanno alcuna omologazione né certificazione per potersi muoversi senza nessuno a loro fianco. Quindi impossibile che possano svolgere videosorveglianza sette giorni su sette».

NUOVI CONTAINER

«In via Firenze non ci sono. Né quello destinato al Sant’Anna, né quello annunciato per le forze di polizia. E poi a differenza di quanto detto a marzo le telecamere dei robottini non solo collegate né con la municipale né con altre forze dell’ordine».

ROBO-FLOP

Sintetizza così il suo pensiero il consigliere Marco Curcio sul progetto. «Il 31 dicembre – ricorda - scade la convenzione col Sant’Anna. Qual è, dunque, il futuro dei due robottini a partire dal 1° gennaio? Per renderli autonomi la questione diventa direttamente proporzionale ai soldi e servirebbero circa 500mila euro per la sperimentazione necessaria per i prossimi due anni. Ma chi investe questa cifra? Per me è ora di fermarsi qui. Presenterò un’interpellanza in consiglio comunale per chiedere i reali costi del progetto e quali benefici alla città ha portato questo copioso investimento uscito dalle casse comunali».

LA REPLICA DELL’ASSESSORE

“Siamo tornati al progetto principale – afferma l'assessore Valerio Barberis – Quindi non più via Firenze ma Santa Lucia e Playground del Serraglio”. E proprio al Serraglio a breve arriverà il robottino che ora si trova nel pisano nel laboratorio di biorobotica del Sant’Anna. “Per un mese l’autonoma sarà in quella zona – dice l’assessore – E sarà il modo per comprendere, nello spazio pubblico, il suo livello di apprendimento dell’intelligenza artificiale. Poi a fine anno dai tecnici del Sant’Anna verrà stilato un bilancio sul periodo di sperimentazione che ormai volge al termine".

Quello che l’amministrazione comunale chiederà al dipartimento di biorobotica è capire quali sono le attività che possono essere già svolte dai robottini e verificare cosa ha portato la sperimentazione. "Intanto - aggiunge l'assessore - è stato contattato il Pin e i ricercatori si sono detti particolarmente interessati a questa sperimentazione". E poi l’idea del Comune di partecipare in parternariato (ad esempio con il Pin e lo stesso Sant’Anna e aprendo la possibilità anche ad aziende private) ai bandi regionali per finanziare start up sulla robotica e dunque per lo sviluppo e ricerca sugli autonomi. Anche il sindaco Matteo Biffoni spiega come la cosa dei robottini in questi mesi è stata una sperimentazione e che a fine anno verrà fatto il punto della situazione e quello che hanno prodotto i mesi di ricerca.

 

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