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Prato

una nuova app 

Problemi adolescenziali, i ragazzi ascoltano e consigliano i coetanei

Azelio Biagioni
Problemi adolescenziali, i ragazzi ascoltano e consigliano i coetanei

Youngle è un’applicazione che consente di chattare in maniera anonima per raccontare le difficoltà e chiedere un aiuto

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PRATO. In un momento nel quale è sempre più difficile sapere ascoltare gli altri, arriva anche a Prato il progetto “Youngle”. Una chat dove adolescenti possono chiacchierare raccontando i loro problemi quotidiani, dall’interrogazione a scuola andata male passando per la storia terminata con la ragazzina fino a cose anche più grosse. E ad ascoltarli ci saranno i loro pari (il termine inglese “Peer” in questo progetto indica i giovani in ascolto), ovvero ragazzi e ragazze adolescenti debitamente formati per la cosa. Che chatteranno con i coetanei, come prima cosa senza giudicare ma mettendosi in ascolto di quanto avranno da dire gli utenti.

Youngle è nato in Toscana nel 2012 per volontà del Comune di Firenze ed ora è presente con 14 centri in nove regioni italiane. Si tratta di una App scaricabile sul proprio cellulare dove l’utente può accedere e trovare dall’altra parte ragazzi come lui che lo ascoltano e perché no instaurare una chiacchierata su quanto fatto durante la giornata. Alla base c’è il rapporto di fiducia. Il progetto ora verrà fatto conoscere nelle scuole superiori della città a partire dalle classi terze. La App è già scaricabile e la chat è attiva il giovedì dalle 21 alle 23 e il venerdì dalle 17 alle 19. Youngle è stato presentato ieri mattina in palazzo comunale. Presenti fra gli altri gli assessori Luigi Biancalani e Ilaria Santi, oltre all’ideatore del progetto Stefano Alemanno.

«Con Youngle – spiega Biancalani – vorremmo sperimentare la rete in senso positivo e prevenire il disagio adolescenziale». Alemanno è un operatore del Comune di Firenze e ricorda come il progetto sia nato nel 2012. «È un progetto semplice – precisa – Un aiuto on line che viene fornito da non professionisti, ovvero da ragazzi che sono stati formati per ascoltare loro coetanei in difficoltà. Durante le ore della chat, on line ci saranno i sei ragazzi e quanto verrà scritto sarà letto in diretta dalla psicoterapeuta Federica Gamberale e dal Peer senior Marco Benadì che ha iniziato il progetto nel 2012 come uno dei giovani che si è messo all’ascolto dei coetanei. Loro, però, non potranno interagire all’interno della chat ma qualora dovessero notare problemi contatteranno privatamente i “Peer” per suggerire loro cosa fare».

La psicoterapeuta, solo se richiesto, potrà fornire servizio di counseling in chat privata. «Ciò che tengo a ribadire – aggiunge Stefano Alemanno – è che come prima cosa i “Peer” chiacchierano e non giudicano nella maniera più assoluta. Quindi ascoltano e se richiesto danno un consiglio, ma è importante dire che non giocano a fare i piccoli psicologi». La chat è anonima e riservata e per accedervi serve un nickname e la password. I sei ragazzi “Peer” sono stati selezionati in due scuole superiori di Prato e da marzo ad oggi sono stati formati per la loro nuova esperienza. I ragazzi che entreranno nella chat potranno anche essere invitati a conoscere i servizi del territorio come il centro di consulenza giovani. —

Azelio Biagioni

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