Giovane arrestato con tre chili di hashish nascosti nell’auto
poggio a caiano. Ha avuto la sua bella dose di sfortuna, stando a quanto raccontano i carabinieri, il giovane pratese che lunedì sera, percorrendo al volante della sua auto via Cancellieri a Poggio a Caiano, si è imbattuto in un controllo delle forze dell’ordine ed è finito nel carcere della Dogaia senza passare dal via.
Nell’auto infatti il giovane, 23 anni, di cui non è stato reso noto il nome, aveva quasi tre chili di hashish, divisi in una ventina di panetti. La droga è stata trovata durante la perquisizione e il ventitreenne è stato arrestato sul posto.
La possibilità di essere fermati mentre si trasporta droga in auto, in assenza di una soffiata alle forze dell’ordine, è minima, ma stavolta il giovane pratese è incappato in un posto di controllo organizzato dai carabinieri di Prato con l’aiuto dei colleghi della Squadra di intervento operativo del 6° Battaglione Toscana di Firenze.
I controlli sono stati intensificati nelle ultime settimane a Carmignano e Poggio a Caiano per prevenire proprio questo tipo di reati, oltre a quelli contro il patrimonio e dare una maggiore percezione di sicurezza ai residenti. Se a Prato di solito nella lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti operano i militari della Tenenza di Montemurlo, nei comuni medicei il compito è affidato alle rispettive stazioni e, come in questo caso, al supporto del 6° Battaglione di Firenze.
Carabinieri e polizia sanno che il grosso dello smercio di sostanze stupefacenti si concentra a Prato, prima in centro e ora nelle periferie, dove è più difficile essere intercettati, ma c’è la volontà di non lasciare “scoperti” i comuni della provincia e dunque si organizzano dei controlli come quello che hanno portato all’arresto del ventitreenne pratese, che risulta incensurato, anche se ha qualche pregiudizio di polizia.
Un plauso ai carabinieri è arrivato ieri dalla consigliera provinciale Diletta Bresci. «La droga -ha scritto insieme ai consiglieri Elena Chiti e Stefano Chiti - è una piaga sociale che uno Stato deve combattere in maniera ferrea senza se e senza ma e non mostrandosi indulgente con chi vende e spaccia morte. Quindi ribadiamo il nostro sentito e doveroso ringraziamento alle forze dell’ordine per l’ottimo lavoro svolto». —
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