Sicurezza
Offese razziste sul parquet Vaiano respinge le accuse
vaiano. La società di basket Vaiano Valbisenzio è stata multata per 80 euro per offese di stampo razzista rivolte a un giocatore del Campi Bisenzio, al termine dell’incontro giocato domenica e valido per il campionato di serie D. Ma i valbisentini non accettano le accuse.
« Non lo accetto e queste cose non ci appartengono – dice il dirigente Massimiliano Mattei – Sicuramente nel finale sono uscite dal pubblico delle espressioni colorite ma, questo ve lo posso confermare, nessuna frase razzista. Chi era presente non ha sentito niente e tra l’altro alla richiesta di chi fosse stato nessuno ha confermato la frase, nemmeno il diretto interessato».
A pochi secondi dalla fine in seguito a un fallo duro subito dal capitano del Vaiano Alessandro Poli il pubblico di casa ha reagito inveendo contro i giocatori avversari. Sul momento sembrava che ci fossero state anche delle offese a sfondo razziale nei confronti ventenne campigiano Tommaso Municchi. «Da un’indagine svolta subito dopo la partita – continua Mattei – e per assicurarci che fosse così abbiamo coinvolto la dirigenza, la tifoseria e i giocatori della pallacanestro Campi e il risultato finale è che nessuno ha udito alcuna offesa razzista, come era sembrato in un primo momento, e come contrariamente riporta il referto. Siamo solidali con Tommaso che ha subito delle offese per questo prenderemo provvedimenti ma noi abbiamo una storia di 37 anni di attività e lavoriamo con il mini basket dove ci sono tanti bambini di varie etnie che giocano per la nostra società. Posso confermare che il finale è stato un po’ agitato ma senza frasi razziste». Conferma tutto anche l’allenatore del Vaiano. «A circa 5 secondi dalla fine quando la partita era ormai conclusa perché eravamo sopra di nove un giocatore del Campi Bisenzio ha fatto un brutto fallo contro il nostro capitano – spiega coach Alberto Vaiani – e il pubblico ha inveito verso l’avversario. Poi è intervenuto anche Municchi ma in una seconda fase e la gara è terminata. Parole ce ne sono state da entrambe le parti ma nessuno ha sentito frasi razziste e io ero presente e anche la panchina ospite me l’ha confermato non ci sono state. Sta di fatto che il referto parla di «offese collettive frequenti del pubblico agli arbitri o tesserati e per circostanza aggravante speciale di offese frequenti nei confronti di un tesserato ben individuato ispirate a discriminazione razziale». — V.T.
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