Sicurezza
Minori, il cyberbullismo è la prima urgenza
Venerdì 15 in occasione dei 60 anni della dichiarazione universale Pamat organizza una serie di iniziative sull’infanzia
PRATO. La Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo compie 60 anni e Prato festeggia con una giornata di studio dedicata al mondo dei bambini e degli adolescenti. Venerdì è infatti in programma in palazzo comunale “Crescere a Prato”, una mattinata di riflessione rivolta a tutti i soggetti vicini al mondo dell’infanzia – scuola, Comune, servizi sociali, pediatri, Asl, tribunale dei minori, procura, questura, esperti di formazione – organizzata da Pamat, l’associazione toscana per la prevenzione degli abusi sui minori, in collaborazione con Comune, Provincia, Ufficio scolastico e Società della salute, con il sostegno di Cesvot. Cuore dell’iniziativa, che si apre alle 9, saranno 5 tavoli tematici, che approfondiranno altrettanti temi legati all’infanzia: il dialogo tra scuola, servizi sociali e Pamat, lo star bene a scuola, il fare rete intorno all’abuso, i minori stranieri e la dispersione scolastica e i giovani e il mondo digitale.
«Aiutare a crescere i nostri ragazzi è una sfida di oggi – commenta l’assessore alla pubblica istruzione Ilaria Santi – Parlare ai bambini e agli adolescenti di oggi infatti non è come parlare a quelli di cinque anni fa, c’è stato un salto generazionale importante. Perciò è fondamentale continuare a lavorare in rete con i diversi soggetti vicini al mondo dei minori».
Prato ha ricevuto un mese fa da parte dell’Unicef il riconoscimento di “Città amica dei bambini”, ma sono tante le problematiche a cui vanno incontro i ragazzi pratesi nel loro percorso di crescita. «Tra i pericoli più diffusi, in generale, ci sono fenomeni come il cyberbullismo e il sexting – spiega la presidente di Pamat Monica Pratesi – legati ad un uso sbagliato della presenza in rete dei ragazzi. Molte forme di abuso infatti oggi passano dalla rete. Ci sono poi i disagi legati all’assetto sociale di Prato, come quelli che vivono i ragazzi con una cultura di provenienza diversa da quella italiana, che possono sfociare nell’abbandono scolastico o nell’isolamento (quest’ultimo già elemento tipico dell’adolescenza e del nostro tempo, che va contrastato)».
Ma l’impegno di Pamat continua anche nelle scuole. È in partenza infatti l’edizione 2019/2020 del progetto “Io ci credo”, che vuole diffondere tra i ragazzi una maggiore consapevolezza dei propri diritti, sanciti dalla Dichiarazione del '59. L’obiettivo sarà perseguito attraverso un contest sul tema “Difendi la vita”.
Le 6 classi coinvolte – delle scuole superiori Copernico, Cicognini-Rodari e Dagomari e delle medie Mazzei – realizzeranno nell’ambito di un laboratorio di approfondimento dedicato un progetto creativo: un portfolio fotografico (in collaborazione con lo studio fotografico Bolognini), un cortometraggio (con l’aiuto della scuola di cinema Anna Magnani) oppure la simulazione di un processo penale nelle aule del tribunale di Prato (insieme agli avvocati volontari di Pamat). I lavori saranno poi presentati a maggio 2020, in occasione del convegno conclusivo di Pamat, durante il quale verranno anche restituiti i risultati dei tavoli tematici di "Crescere a Prato". —
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