Il Tirreno

Prato

Toscana salute
sanità 

Bambino di sei mesi salvato grazie al trapianto di fegato

Bambino di sei mesi salvato grazie al trapianto di fegato

L’ospedale ha gestito sei espianti di organi tra cui il primo prelievo di polmone su un paziente a cuore fermo. L’Asl Centro ringrazia le famiglie dei donatori

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Sei donazioni di organi sono state gestite dai medici dell’ospedale Santo Stefano negli ultimi giorni e hanno consentito di salvare altrettante vite, tra cui quella di un bambino di appena sei mesi. Lo rende noto l’Asl Toscana Centro. «Nei giorni scorsi all’ospedale di Prato – spiega una nota – si è verificata una situazione eccezionale: sono stati individuati due donatori multitessuto in arresto cardiaco deceduti nei reparti di degenza, tre donatori di organi e tessuti deceduti in terapia intensiva in morte encefalica e infine un donatore di polmone a cuore fermo deceduto al pronto soccorso». 

«Nonostante la quasi contemporanea gestione della complessa procedura sanitaria da attivare in questi casi – spiega ancora l’Asl – (dall’accertamento della morte all’attivazione della Commissione medica multidisciplinare e delle équipe chirurgiche per i prelievi fino al coordinamento dei trasferimenti degli organi) gli operatori e le strutture del Santo Stefano hanno reagito benissimo e l’esito è stato positivo: i sei donatori hanno permesso i trapianti in Centri regionali ed extraregionali in pazienti in lista d’attesa: quattro hanno ricevuto il fegato e tra questi un bambino di appena 6 mesi, due il rene; in due donatori è stato possibile prelevare anche i tessuti tra cui le cornee, i tessuti cutaneo ed osseo poi inviati alle Banche dei tessuti regionali per il relativo trattamento conservativo che permetterà in futuro di trapiantare altri dieci pazienti in lista di attesa per un tessuto».

Primo donatore a cuore fermo. Rilevante, per la particolare modalità, la donazione di un paziente di 45 anni il quale, deceduto per improvviso arresto cardiaco mentre era per strada, pur essendo stato prontamente trattato dal 118 e nonostante tutti gli sforzi profusi dal personale del pronto soccorso, non è stato possibile in alcun modo salvare. L’attenzione si è quindi rivolta ad una possibile donazione di polmoni dando avvio a Prato alla prima esperienza di prelievo di organi in donatore a cuore fermo. Il paziente era iscritto all’Aido, com’è stato possibile verificare sul Sistema Informativo Trapianti nazionale e come confermato anche dai familiari. Tutte queste circostanze hanno impegnato il personale medico e infermieristico del pronto soccorso, della Rianimazione, del Coordinamento locale ospedaliero con il supporto esterno del Centro Regionale Allocazione Organi e Tessuti e del Centro Nazionale operativo di Roma. È intervenuta l’équipe chirurgica del Centro trapianti di polmone di Siena che ha valutato il donatore e la funzionalità degli organi polmoni per un possibile trapianto.

All’impegnativo percorso di donazione e trapianto dei sei pazienti hanno contribuito i medici e gli infermieri del Dipartimento emergenza urgenza, diretto dal dottor Simone Magazzini e dalla coordinatrice infermieristica Tania Masolini, del 118 diretti dal dottor Rocco Giuseppe Caprino e dalla coordinatrice infermieristica Concetta Manzone, della Rianimazione diretta dal dottor Guglielmo Consales e dalla coordinatrice infermieristica Beatrice Bettazzi e dagli operatori del comparto operatorio diretti dalla coordinatrice infermieristica Donatella Granci. L’Azienda ha voluto ringraziare le famiglie dei donatori che aderendo alla volontà dei propri cari, hanno permesso il ritorno alla vita di molti pazienti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web