Gioco
Scoperto in una villa un allevamento abusivo di barboncini Toy
I cani venivano venduti su internet al prezzo di 2.000 euro ciascuno. Per il proprietario sono state accertazione sette violazioni, per il quale è stato multato con 3.700 euro
PRATO. Un canile improvvisato senza le necessarie autorizzazioni è stato scoperto dalle guardie zoofile dell’Enpa in una villa della zona est di Prato. Si tratta di un allevamento di barboncini Toy pubblicizzato anche su internet per la vendita come cani da compagnia. Dalle indagini è stato accertato che sia nell’appartamento che nell’area circostante della villa erano presenti 17 barboncini di razza Toy, cani adulti da riproduzione che erano in buone condizioni fisiche. Presenti anche un rottweiler e un labrador. Al momento dell’ispezione non vi erano cuccioli. Nel luogo è stato rilevato un box dotato di lampada a raggi infrarossi per la stabulazione delle fattrici e dei cuccioli.
Nell’ambito del controllo il titolare dell’allevamento si giustificava dicendo che era tutto a livello amatoriale e non aveva necessità delle relative autorizzazioni previste per la detenzione di un numero elevato di cani. Gli agenti della Sezione investigativa speciale per la tutela animali del Nucleo guardie zoofile Enpa, hanno verificato tramite il servizio veterinario dell’Asl che il proprietario ha intestato e iscritto a suo carico circa 44 cani in prevalenza di razza barboncino Toy.
Dalla verifica delle autorizzazioni del Comune e dell’Asl, è risultato che il titolare non ha adempiuto alla regolarizzazione prevista dal Regolamento di polizia veterinaria sull’ingente concentrazione di cani nonché per le carenze igienico- sanitarie previste dalla normativa, Violazione per la quale è stata contestata una multa.
Gli accertamenti eseguiti dagli investigatori hanno portato alla scoperta di un vero e proprio commercio on line di cani di razza barboncino Toy, molto ricercati dalle persone come cani da compagnia il cui prezzo si aggira, più o meno, sui 2.000 euro ciascuno.
I controlli successivi sono stati effettuati sul movimento dei cani intestati al proprietario della villa mediante il riscontro dei microchip tramite i servizi veterinari di Prato, che risultavano nella maggior parte ceduti a persone non identificate in altre regioni e non cancellati dal Registro dell’anagrafe canina della Regione Toscana.
È stato anche accertato che alcuni dei cani provengono da paesi comunitari ed anche extracomunitari, come Cina, Russia, come documentato dai passaporti in loro possesso, ma regolarmente iscritti all’Anagrafe canina della Regione. La somma delle 7 violazioni accertate è stata di 3.700 euro i cui verbali sono stati trasmessi per competenza al Comando della Polizia municipale di Prato.
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