Sicurezza
La nuova frontiera: colloqui di lavoro col Lego e coi dadi
Il test svolto a Confindustria con gli studenti del Buzzi e del Marconi con la metodologia innovativa messa a punto da Laborplay (Università) per Gi-Group
PRATO. «Qui c’è scritto che bisogna costruire un edificio di 53 mattoncini». Lo studente del Buzzi mischia i pezzi Lego sul tavolo. Ha la stoffa del leader, si capisce subito. «Sì ma abbiamo informazioni sul colore?», obietta una studentessa dopo aver scartato tre biglietti con le istruzioni. Un “mattoncino” tira l’altro e ogni ragazzo ci mette il suo. Gli studenti degli istituti Buzzi e Marconi non sono nelle loro classi ma nella sede di palazzo dell’Industria. Stanno giocando con il Lego che stimola la loro creatività e immaginazione attraverso il gioco di squadra. No, non sono tornati bambini.
Grazie alla manifestazione “E’ di moda il mio futuro” promossa da Confindustria Toscana Nord, in 21 stanno simulando un colloquio di lavoro che li attenderà dopo il diploma, testando la metodologia innovativa messa a punto in esclusiva da Laborplay (spin-off dell’università di Firenze) per Gi Group. La prima multinazionale italiana del lavoro è infatti uno degli sponsor del progetto di Confindustria giunto alla terza edizione, pensato per orientare le giovani generazioni alle professioni del mondo della moda. Sotto gli occhi delle selezionatrici di Gi Group si sono messi alla prova, mostrando doti di leadership, talento creativo, gestione dello stress.
Quei piccoli pezzetti di plastica – i mattoncini - possono così raccontare molto più di un colloquio o di una chiacchierata. Con in mano il Lego, gli studenti dovevano costruire un piccolo “monumento” in un tempo di 50 minuti. Ieri, martedì 12 novembre, erano lì con i loro docenti di scuola (Paola Rotondaro del Marconi e Lorenzo Ciano del Buzzi), domani, giovedì 14, lo saranno con i futuri titolari. Non solo mattoncini ma anche dadi per simulare colloqui di gruppo e sprigionare la creatività dei candidati seguendo la traccia di una storia. Da un anno anche le filiali di Pistoia e Prato di Gi Group sperimentano queste attività ludiche per selezionare il personale ricercato dalle aziende del territorio.
«La proposta è stata accolta con entusiasmo dai ragazzi che hanno ricreato una squadra di lavoro – spiega Milena Guerrini di Gi Group - Così vengono valutate le loro doti di leadership spendibili a 360 gradi in tutti i settori». Una tecnica di selezione che può tornare comoda agli imprenditori a caccia di talenti per le loro ditte. Intanto ieri mattina Lisa Berti, studentessa di VB dell’indirizzo moda al Buzzi, si è divertita a costruire il sesto piano di un edificio tutto colorato. «E’ stata un’esperienza formativa utile, bisognava mettersi in gioco con altre persone. Dopo il Buzzi andrò a lavorare come tecnica dei tessuti. Ho fatto uno stage al lanificio Balli che mi è piaciuto molto». Ha scelto invece l’università Edoardo Sarti che, pur annusando il tessile fin da bambino nel lanificio di famiglia (Faliero Sarti), sogna il master post universitario in fibre nobili a Biella. «Non ho ancora scelto la facoltà ma vorrei continuare gli studi all’estero», fa sapere il ragazzo. Luca Niccoli non teme i colloqui, lui che ne ha già fatti due e ha fatto il tirocinio in un’officina. Da grande vorrei lavorare nella metalmeccanica pesante».
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