Il dolore
Accessi separati per adulti e bambini al pronto soccorso
La novità scatterà nei prossimi mesi per evitare file di bambini al triage. Affluenza di minori in continuo aumento al Santo Stefano, nel 2018 gli accessi sono stati 18.000, ottocento in più rispetto all'anno precedente
PRATO. Mai più bimbi in fila al triage generale del pronto soccorso. I numeri degli accessi al presidio di emergenza sono divenuti ormai tali che, soprattutto in vista del picco influenzale di stagione, s’impone la necessità di un accesso separato dei piccoli pazienti rispetto a quello dei grandi. Ed è quello cui starebbe pensando la direzione del Santo Stefano per spostare i locali del pronto soccorso dedicato all’utenza più fragile.
«Abbiamo già formato il personale infermieristico per il triage pediatrico», fa sapere il direttore di pediatria dell’ospedale Santo Stefano Pierluigi Vasarri. Diciottomila accessi nel 2018, 800 in più rispetto all’anno precedente: l’inverno è vicino e con la stagione dei malanni si prevede di superare il record dello scorso anno. Il pronto soccorso pediatrico rappresenta un’assoluta eccellenza per la sanità pratese per gli elevati profili di competenza e professionalità del personale medico e infermieristico che vi lavora. Ma spesso il “tappo” si crea all’ingresso che è unificato per grandi e piccini.
Di certo da quando esiste il presidio di urgenza per i più piccini al Santo Stefano, tante famiglie pratesi evitano di rivolgersi al Meyer di Firenze. Ma gli spazi non sono adeguati (a partire dalla sala d’attesa) per le proporzioni numeriche della seconda città della Toscana mentre l’avvento della guardia medica pediatrica nel weekend – attivata nell’ottobre 2018 – sembra non aver alleggerito la pressione sul pronto soccorso.
Quest’ultimo, infatti, registra un picco d’accessi soprattutto nelle ore serali, ovvero quando il servizio di continuità assistenziale pediatrica (Acap) che dovrebbe prendere in carico i codici dei pazienti più lievi non è in funzione.
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