Toscana
Troppi i “ragazzi del 2006”, rivoluzione alle superiori
Prato, è stato un anno di boom demografico: a settembre attesi 200 studenti in più. Al lavoro la Provincia e un pool di presidi per riorganizzare l’offerta formativa
PRATO. Era il 2006. L’anagrafe pratese registrava 2.057 bambini: 1.420 figli di genitori italiani, 637 figli di genitori stranieri. Quattordici anni dopo, quei bimbi di Prato sono cresciuti e sono diventati dei ragazzini: a settembre siederanno sui banchi degli istituti superiori. Secondo le proiezioni della Provincia, è il 2006 l’anno in cui la curva demografica si è impennata nel punto più alto degli ultimi vent’anni. Tradotto: per l’anno scolastico 2020/2021 si attende un boom di immatricolazioni agli istituti superiori, l’ennesimo.
«Circa 200 ragazzi in più rispetto alle iscrizioni dell’ultimo anno – fa sapere il presidente della Provincia Francesco Puggelli - Una tendenza che sarà riconfermata per il prossimo quinquennio ma con numeri meno importanti. Il nuovo picco atteso non ci spaventa nella misura in cui stiamo portando avanti un lavoro di programmazione dell’edilizia scolastica di concerto con i dirigenti scolastici».
COMMISSIONE PRESIDI
Un pool di presidi sarà impegnato nei prossimi mesi a ridefinire e riorganizzare l’offerta formativa per il triennio 2020-2023. Due le riunioni a palazzo Banci Buonamici cui negli ultimi 15 giorni hanno partecipato i i dirigenti degli istituti superiori pratesi: quattro di loro entreranno in una speciale commissione che elaborerà entro l’anno scolastico in corso un riordino degli indirizzi. «Non si tratta di eliminarne alcuni – assicura Puggelli - quanto di aggiungerne altri o potenziare quelli già esistenti». Visto che a breve sarà tempo di iscrizioni per settembre, non si toccheranno gli indirizzi già esistenti dei licei, tecnici e professionali. Le novità riguarderanno semmai l’anno 2021/2022. Un lavoro di definizione dell’offerta formativa che va a braccetto con la pianificazione dell’edilizia scolastica, cavallo di battaglia della presidenza Puggelli. «La nostra programmazione a lungo termine è basata sulle previsioni di aumento della popolazione scolastica - sottolinea il presidente - Sarà realizzata una nuova scuola al complesso di via Reggiana e verrà ampliato il Marconcino: stiamo progettando questi due interventi per l’anno scolastico 2021/2022».
IL FUTURO
Interventi già finanziati per il Marconcino (3,9 milioni di euro) e per il nuovo polo di San Giusto (1,1 milioni euro). In particolare, il nuovo fabbricato di dieci aule sorgerà prossimo al parcheggio sul lato ovest in adiacenza all’istituto Gramsci-Keynes: il documento preliminare alla fase di progettazione è stato approvato agli inizi di ottobre. Mai più soluzioni tampone come quelle che ha dovuto affrontare la Provincia nell’estate scorsa per far fronte all’aumento di studenti al Marconi, Livi e Brunelleschi: i problemi di sovraffollamento sono stati risolti sistemando le aule al Rodarino e Marconcino. Nel frattempo si libereranno altri spazi per settembre 2020. A settembre sarà inaugurata la nuova succursale del liceo Brunelleschi a Montemurlo (nei locali del distretto Asl) mentre a primavera la Fil di via Galcianese farà le valigie per spostarsi nell’ex sede delle don Bosco a Narnali.
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