Rapinarono un tabaccaio, condannati quattro banditi
Pene fino a 4 anni e 6 mesi per i componenti del commando pratese-apuano. Assolto un quinto malvivente dopo la perizia psichiatrica. I fatti risalgono al 2018
PRATO. Prima la rapina, pistola alla mano, a un tabaccaio. Poi lo sfondamento di un posto di blocco dei carabinieri e il tamponamento delle pattuglie. Una serie di azioni in escalation messe a segno da un commando misto pratese-apuano nel maggio 2018. Furono arrestati in cinque, quattro dei quali sono stati condannati ieri, il quinto ha patteggiato, nel processo di primo grado che si è svolto in tribunale a Prato davanti al giudice Costanza Comunale.
L’esecutore materiale del colpo, Claudio Fiorentini, ha patteggiato una pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione; il sessantenne dipendente Asl che era con lui, è stato assolto grazie ad una perizia psichiatrica nella quale è risultato incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. Sara Susini, Iacopo Costa e Davide Antolini, sono stati processati con il rito abbreviato: la donna è stata condannata a 2 anni e 4 mesi, i due uomini a 2 anni e 10 mesi. A carico di Costa, Antolini e Fiorentini c’è anche l'imputazione di resistenza a pubblico ufficiale, in quanto parteciparono alla forzatura del posto di blocco al casello autostradale di Massa. L’indagine, svolta dai carabinieri dei comando di Prato e Carrara Avenza, è stata coordinata dal sostituto procuratore Valentina Cosci.
La rapina avvenne durante la serata del 23 maggio 2018, quando due banditi si presentarono alla tabaccheria Cesarini di Bagnolo, nel comune di Montemurlo. Volti coperti, modi bruschi, uno aveva in pugno una pistola. Gelidi ma decisi, urlarono al titolare di dargli tutto quello che c’era in cassa. Un bottino di 8.000mila euro. Poi arraffarono diversi gratta e vinci per un valore totale di 13mila euro e alcune stecche di sigarette. Poi uscirono fuori dalla tabaccheria sopra a un’auto di colore scuro. Un’azione veloce e senza troppi indugi. Ma la sorpresa per loro sarebbe arrivata parecchio più avanti, quando credevano probabilmente di averla sfangata e fatto sparire le loro tracce. Si passa così al momento in cui l’auto con i banditi a bordo venne intercettata all’altezza del casello autostradale di Massa, dove i carabinieri tentarono di bloccarla all’uscita.
Ma il giovane alla guida, un 24enne di Carrara, alla vista delle gazzelle, forzò il posto di blocco tentando di far perdere le proprie tracce. Con le pattuglie alle calcagna, e nonostante diversi tentativi di speronamento subiti, alla fine l’auto in fuga non riuscì ad andare oltre alla via Dorsale. A bordo, oltre all’autista, c’era un altro giovane di Carrara, 26enne, con precedenti, ed un 27enne di Massa, anch’egli con precedenti. La presenza del massese si è rivelata importante, perché i militari ritennero che fosse il responsabile di un’altra rapina simile avvenuta alcuni giorni prima a Carrara.
Seguendo i suoi movimenti e le sue frequentazioni, i carabinieri hanno potuto ricostruire cosa era successo nella serata del 23 maggio, individuando così anche gli autori del colpo alla tabaccheria. Nell’auto furono trovati mille euro, una parrucca, parte dei biglietti gratta e vinci, una pistola giocattolo priva del tappo rosso ed alcuni pacchetti di sigarette. L’altra parte della refurtiva è stata successivamente rintracciata dai militari di Prato nell’abitazione di una coppia di Poggio a Caiano, un 60enne, pregiudicato, e la fidanzata di 42 anni.
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