Sicurezza
Tassista ucciso a Gela, un arresto anche a Prato
prato. I carabinieri hanno notificato ieri tre ordinanze di custodia in carcere per l’omicidio del tassista Domenico Sequino, ucciso il 17 dicembre 2015 davanti alla chiesa madre di Gela. Una delle tre ordinanze è stata notificata in carcere a Prato a uno dei presunti responsabili. In manette sono finiti Nicola Liardo, 45 anni, il figlio Giuseppe di 22 anni, entrambi già in carcere, e Salvatore Raniolo, 29 anni, genero di Nicola e cognato di Giuseppe, che era ai domiciliari. Il tassista ucciso era ritenuto collegato al clan mafioso dei Rinzivillo e fu arrestato nel 2006 per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione denominata “Tagli pregiati” . Al delitto avrebbe partecipato una quarta persona non ancora identificata. I Liardo sarebbero i mandanti.
Determinanti per l’inchiesta – dicono i carabinieri – sono stati gli esiti delle indagini – anche attraverso attività d’intercettazione – nei confronti del gruppo riconducibile a Liardo, che traffica in stupefacenti, nell’ambito dell’operazione denominata “Donne d’onore” . Secondo l’indagine Nicola Liardo, all’epoca dell’omicidio detenuto, era alla ricerca di denaro necessario a far fronte alle esigenze di vita della propria famiglia e ad avviare il traffico di droga che stava organizzando insieme al figlio Giuseppe, al genero, alla moglie e alla figlia, attraverso l’acquisto di stupefacente da fornitori catanesi. L’uomo voleva rientrare in possesso del denaro che qualche tempo prima avevano consegnato a Sequino affinché lo riciclasse con operazioni bancarie e iniziative imprenditoriali portate avanti in Lombardia da membri della famiglia mafiosa Rinzivillo. L’omicidio sarebbe stato ideato durante i colloqui nel carcere di Caltanissetta. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google