Gioco
Nell’era dell’informazione digitale hanno tutti ragione: il filosofo Adinolfi presenta il suo libro al Centro Giovani
montemurlo. L’informazione, spinta dalla rivoluzione digitale, sarà il principale motore del cambiamento nell’economia, nella politica e nella scienza del XXI secolo. Per indagare problemi, rischi ma anche opportunità e risorse del mondo del digitale, il Comune di Montemurlo ha promosso il ciclo d’incontri “Il consumo digitale. Diritti, limiti e opportunità”, inserito nella rassegna provinciale di “Un autunno da sfogliare”, attraverso il quale cercare di analizzare criticamente le questioni dell’informazione e della disinformazione ai tempi dei social. Alcuni prestigiosi nomi del mondo accademico italiano – Massimo Adinolfi, Ruben Razzante, Marco Fasoli – cercheranno di dare risposte e far riflettere, sotto il profilo etico, giuridico e sociologico, ad alcuni grandi interrogativi del nostro tempo.
Il primo appuntamento della rassegna è per venerdì alle 17,30 al Centro Giovani di piazza Don Milani con la presentazione del libro “Hanno tutti ragione?”, l’ultimo saggio di Massimo Adinolfi, professore di Filosofia Teoretica all’Università Federico II di Napoli ed editorialista del Mattino e del Messaggero. L’autore affronterà le implicazioni su democrazia e giustizia di tematiche oggi centrali del dibattito culturale e politico: le post-verità, le fake news, i big data, la rete, il populismo. «Chi gestisce le tecnologie delle grandi banche dati dell’informazione - si legge nella presentazione dell’incontro - è capace di influenzare le nostre scelte in tema di acquisti o di idee politiche. Il grande paradosso del nostro tempo è che mai come oggi c’è stata tanta informazione, ma mai come adesso è dubbia o solo molto superficiale. Allora la ricerca della verità è forse l’antidoto più importante per combattere i pericoli che la rete ci pone di fronte, perché come scriveva Hannah Arendt: “Il suddito ideale del regno totalitario non è né il nazista convinto né il comunista convinto, ma l’uomo per cui la distinzione tra fatti e finzione e la distinzione tra vero e falso non esistono più”».
Anche per l’assessore alla cultura, Giuseppe Forastiero i nuovi problemi dell’informazione si chiamano frode, manipolazione, disinformazione: «È il nuovo petrolio: una volta “lavorata e raffinata”, l’informazione acquisisce un grande valore economico. Se in passato sono state combattute diverse guerre per il controllo delle risorse petrolifere, è probabile che in futuro si combatteranno cyberguerre per il controllo dei dati e dell’informazione». —
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