Toscana
Una foresta aziendale in Africa, ecco la svolta green di Bellucci
Prato, gli alberi di cacao piantati nel cuore del continente vengono adottati a distanza dai clienti del lanificio. «Li abbiamo regalati quasi tutti, ne restano solo cinque». ll progetto Treedom coniuga la sostenibilità ambientale con quella etica ed economica
PRATO. Succede che, a una fiera internazionale come Première Vision, un cliente entri in uno stand ed esca con… un albero. Sì, un albero di cacao piantato nel cuore dell’Africa nera, in Camerun. E un albero piantato significa meno Co2, più ossigeno per il Pianeta. Lo stand è quello del lanificio Mario Bellucci, 70 anni di storia nel 2020 e una potente vocazione “green” che passa anche dalla partnership con Treedom, l’unica piattaforma web al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online.
“BELLUCCI FOREST”
«Restano solo cinque alberi: li abbiamo regalati quasi tutti ai nostri clienti», racconta dal suo ufficio l’imprenditore Francesco Bellucci, al timone dell’azienda di famiglia Insieme ai cugini Simone e Clizia. Spalleggiato dal tecnico Alessio Pietrolungo, Bellucci cala l’asso della sostenibilità a tutto tondo. «Che non passa solo dalle certificazioni aziendali sui tessuti ma dà spazio ad azioni concrete per la salvaguardia del Pianeta. Il progetto di forestazione con Treedom coniuga la sostenibilità ambientale con quella etica ed economica perché la coltivazione del cacao rappresenta un’opportunità per gli agricoltori locali». Altro che confezioni di cantucci o borsine con il logo aziendale: d’ora in poi i clienti del lanificio Bellucci, i grandi brand dell’abbigliamento sempre più attenti al sostenibile, verranno omaggiati in modo "green". Con un click e un codice da inserire sul portale di Treedom, i membri della “Bellucci Forest”, la foresta aziendale del lanificio Bellucci nel Camerun, possono adottare e seguire un albero a distanza. La piantumazione di 200 specie è avvenuta alla fine di agosto: il polmone verde del Bellucci assorbirà dall’atmosfera 11mila chilogrammi di Co2!
I CIOCCOLATINI
Il produttore di tessuti segue le orme di realtà del calibro di Menarini e Nestlè che hanno deciso di impegnarsi nella salvaguardia ambientale legandosi a Treedom. Nel distretto, anche l’Industria Italiana Filati della famiglia Lucchesi s’è fatta la sua piccola foresta in Senegal e in Camerun, come già raccontato dal Tirreno: il Bellucci è il primo lanificio che aderisce al network di Treedom. Il loro progetto è ancora più ambizioso. Una volta giunto a maturazione, il cacao coltivato nella “Bellucci Forest” diventerà la materia prima per produrre dei cioccolatini da regalare ai clienti sotto Natale.
LE BUONE PRATICHE
Sostenibilità sì, ma senza rinnegare il passato. «Siamo molto legati alla nostra storia e alle nostre radici che cerchiamo di valorizzare in un’ottica di economia circolare». Bellucci fa un esempio pratico. Nel magazzino giacevano mille scatole di cartone non riciclato. Perché buttarle via? In un’ottica di riuso e riciclo, il lanificio le spedirà ai suoi clienti: un “QR Code” consentirà di scaricare le istruzioni per ricomporre la scatola e riutilizzarla così senza il logo aziendale. «Tutto l’approccio dell’azienda è diventato ecosostenibile», sottolinea il tecnico Pietrolungo. Anche la pausa in azienda ne risente. Gli ospiti vengono presi per la gola con cibi leggeri e biologici. E se avanza il pasto, nessun problema: clienti e fornitori ricevono una “doggy bag” per non sprecare ciò che non viene mangiato. —
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