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Uno sconto sull’Irap a chi aiuta a salvare la chiesa

Walter Fortini
La chiesa di San Michele e Francesco di Carmignano
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La chiesa di San Michele e Francesco di Carmignano

L’appello della diocesi di Pistoia e della parrocchia di Carmignano: il complesso di San Michele e San Francesco ha bisogno di risorse per interventi urgenti

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CARMIGNANO. L’appello (non nuovo a dire il vero) è ai privati e in particolare agli imprenditori. «Aiutateci – dicono dalla diocesi di Pistoia e dalla parrocchia di Carmignano - a salvare e a recuperare il complesso di San Michele e Francesco». . «C’è anche un’agevolazione fiscale», ricorda la consigliera regionale Ilaria Bugetti. Grazie infatti all’Art bonus regionale, chi lo fa può detrarre fino al 40 per cento dell’importo donato dall’Irap dovuta, l’imposta sulle attività produttive. La norma nazionale non permette al momento di fare altrettanto con gli enti ecclesiastici. Ma se fosse modificata, il beneficio sarebbe a quel punto doppio e potrebbe essere usufruito, sull’Irpef pagata, anche da contribuenti che non sono imprese.

Ci sperano tutti, anche il sindaco Edoardo Prestanti. Prima i mecenati vanno però trovati. E non è semplice, perché gli interventi da realizzare sono molti. Per le sole opere strutturali urgenti, quelle necessarie a mettere in sicurezza il corpo centrale ora collassato, puntellato da oltre un anno e interdetto, forse potrebbero bastare dai cinquecento ai seicento mila euro. Che già non sono pochi. La cifra la dà l’architetto Tommaso Londi, che sta redigendo un nuovo progetto di massima che sostituirà quelli, di altri tecnici, realizzati negli anni scorsi.

Ma per il recupero totale del complesso da destinare in parte magari a funzioni diverse – la chiesa di San Michele e Francesco che ospita il capolavoro cinquecentesco della Visitazione del Pontormo, il chiostro, la cappella di San Luca che qualcuno aveva pensato di trasformare in un percorso d’arte e nella nuova casa per la Visitazione, gli altri locali ora inutilizzati che potrebbero diventare una foresteria – la cifra sale di parecchio, supera abbondantemente i due milioni di euro e sfiora i tre.

La parrocchia ha da tempo aperto una sottoscrizione per ristrutturare il vecchio complesso francescano che risale nel nucleo più antico al 1211. Ma che trovare finanziatori non sia facile lo dimostra anche l’ultima esperienza di crowdfunding. L’iniziativa era stata lanciata per la tourneè in America dell’opera del Pontormo, un anno fa, ma è fallita. Ed anche il denaro ricavato dalla mostra iterante, quanto pagato cioè dai musei (la Morgan Library e il Getty Museum), è ben lontano dalla cifra da capogiro necessaria. Si parla di circa 90 mila euro racimolati, al netto delle tasse. Nonostante che nessuno si sbottoni, qualche contatto con possibili mecenati forse già c'è.

«Aspettiamo per scaramanzia – dice la consigliere Bugetti –, la strada intrapresa è comunque quella giusta». Occorre però far presto, per evitare che i locali ora puntellati non cedano del tutto o che la pioggia che sta iniziando ad entrare nella chiesa di San Luca non aumenti e il danno non si faccia ancora più grosso. Far partire i restauri è urgente. Lo dice pure il vescovo Fausto Tardelli di Pistoia. «Almeno gli interventi di massima urgenza oramai non si possono più rimandare – spiega - Raccoglieremo risorse anche attraverso l'8 per mille». Rimane da ricostruire poi il portico abbattuto un anno fa a giugno da un camion della nettezza urbana di Alia che si era schiantato contro una colonna e la facciata della chiesa. La struttura è stata puntellata e tamponata, per ridurre le infiltrazioni da acqua piovana. E’ stata messa in sicurezza, ma i lavori di fatto sono fermi. In questo caso il costo sarà però pagato dall’assicurazione.


 

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