Il dolore
Ucciso e chiuso nella valigia, il funerale due anni dopo
Mancava il via libera della Procura dei minori. Per la morte del ventenne cinese sono stati condannati 5 connazionali, tutti di Prato
PRATO. A due anni di distanza da uno dei più efferati omicidi avvenuti a Modena negli anni recenti, martedì nella città emiliana, al cimitero di San Cataldo, si terrà il funerale di Leo Congliang Hu, ventenne di origini cinesi soffocato nella casa dove viveva, in zona stazione ferroviaria, da un gruppo di cinque minorenni, connazionali della vittima e tutti di Prato, che conosceva, a seguito di una lite. Il corpo fu trovato dai genitori dentro una valigia, all'interno di camera sua, dopo che i cinque avevano riferito, uscendo di casa, che il ventenne era a sua volta appena uscito.
Per due anni la salma è stata nelle celle frigorifere della medicina legale del Policlinico poiché i parenti ne chiedevano la cremazione, ma la procura presso il tribunale dei minori di Bologna non vi aveva dato il via libera non essendo ancora giunta la sentenza della Corte di Cassazione per quattro dei cinque imputati. I parenti, come riferisce la stampa locale, hanno così deciso di tumulare la salma, per poi procedere con la cremazione in un secondo momento.
Nel maggio del 2018, il tribunale dei minori di Bologna condannò a 14 anni 4 mesi in rito abbreviato i cinque presunti autori dell'omicidio di Congliang Hu. Per i cinque cinesi-pratesi 17enni, individuati dalla squadra mobile, erano state chieste pene tra 16 e 18 anni. Quattro di loro ammisero un ruolo nel delitto, il quinto si è sempre detto estraneo. Il movente era emerso presto: Congliang Hu aveva sul cellulare foto che ritraevano uno dei cinque, col quale aveva forse una relazione, in atteggiamenti effeminati e minacciava di diffonderle perché non voleva più frequentarlo. In pratica, Hu Congliang ricattava uno dei minorenni, con il quale aveva una relazione sentimentale, dicendogli che se lo avesse lasciato le foto sarebbero diventate pubbliche.
I cinque avevano ideato la spedizione punitiva, finita con il macabro ritrovamento del cadavere in valigia nella camera della vittima. Il delitto è stato consumato il 25 novembre 2017, un sabato, in un appartamento al sesto piano di piazza Dante 29, uno stabile situato davanti la stazione dei treni di Modena. Il corpo del ragazzo cinese, chiamato da tutti "Leo" e figlio della compagna di un noto avvocato modenese, fu scoperto dai parenti all'interno di un borsone nel maldestro tentativo di occultare prove e corpo. Il delitto avvenne - secondo la ricostruzione degli investigatori - intorno alle 15,30. Leo era in camera sua, in casa anche il compagno della madre. Leo aveva ricevuto i cinque amici. Ad un certo momento - proprio a causa del silenzio all'interno della camera del ragazzo - l'avvocato si era affacciato e vide uscire di corsa due degli amici. Emerse poi che uno dei possibili autori dell'omicidio del ventenne ucciso aveva una relazione con la vittima.
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