Toscana
Mazierli e Pantella i vincitori del “Bardazzi”
Nell’Aula Magna di Prato la cerimonia di consegna del premio intitolato al giovane imprenditore scomparso 16 anni fa
PRATO. Sono Daniele Mazierli e Stella Pantella i vincitori (a entrambi 5mila euro) della quindicesima edizione del premio di studio 'Alberto Bardazzi', istituito presso il Pin. Il premio ricorda la figura del giovane imprenditore scomparso 16 anni fa ed è rivolto a laureati magistrali presso l’ateneo di Firenze. La cerimonia di premiazione si è tenuta al Pin alla presenza di tante istituzioni. Il presidente del Polo universitario Luciano Baggiani nel suo saluto ha ricordato le doti umane e lavorative non comuni di Bardazzi, poi è stata la volta del rettore dell’università fiorentina Luigi Dei che ha rimarcato l’importanza del premio. Che è promosso dalla sede universitaria pratese, grazie al finanziamento della famiglia Bardazzi (presente alla premiazione la signora Beatrice, moglie di Alberto Bardazzi) e dal Rotary club Prato ‘Filippo Lippi’. Viene assegnato ad un candidato del settore technologies e ad un laureato dell’area humanities.. La commissione (coordinatore Maurizio Fioravanti) ha anche riservato una menzione di merito a 14 giovani laureati. La mattinata si è conclusa con l’intervento di Marco Ciatti, soprintendente dell’Opificio delle pietre dure. Vediamo chi sono i vincitori. Daniele Mazierli (26 anni) è di Firenze. Si è laureato in ingegneria elettronica con 110 e lode con la tesa “Progetto e realizzazione di un generatore digitale di forme d’onda arbitrarie per sistema ecografici”. «La tesi – racconta il neo dottore - è stata svolta in collaborazione con la STMicroelectronics. E’ durata 9 mesi e ha portato allo sviluppo di un nuovo chip che dovrebbe uscire in futuro e che potrebbe portare una svolta permettendo una miniaturizzazione spinta dei sistemi, un progetto che può aver un seguito nel campo della ricerca».
Stella Pantella ha 25 anni ed è di Quadrelli in provincia di Terni, si è laureata in architettura con 110 e lode con la tesi “Human(s)ize. Un centro sanitario comunitario modulare e prefabbricato nella Repubblica democratica del Congo”.«E’ stato scelto il Congo -racconta la giovane - per via della collaborazione con l’ufficio di cooperazione sanitaria internazionale dell’azienda ospedaliera universitaria di Careggi che ha posto la nostra attenzione alla necessità di implementare le strutture sanitarie nel Congo. Da lì è nata la ricerca ma anche lo studio dal punto di vista demografico, ambientale e delle risorse per la realizzazione di un centro sanitario che si inserisse all’interno dell’economia locale». —
Azelio Biagioni
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