Il dolore
«Due persone sono già morte, indispensabili gli autovelox»
Il sindaco Puggelli ha scritto al Prefetto di Prato per chiedere che venga rivista la decisione sulla mancata installazione degli apparecchi sulla SR66 e SP 11
POGGIO A CAIANO. Il sindaco di Poggio a Caiano Francesco Puggelli ha scritto al Prefetto di Prato, Rosalba Scialla, chiedendo che la Prefettura riveda la decisione presa di non approvare l’installazione di dispositivi di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni.
Nell’ultimo mese due persone hanno perso la vita per incidenti stradali sulla SR66: ultime vittime di una delle strade più pericolose del territorio poggese e di tutta la provincia di Prato. Negli ultimi mesi sono arrivate petizioni firmate dai cittadini riguardanti la SR66 e la SP11, che richiedono maggiore sicurezza sulle strade.
Il Comune di Poggio a Caiano sta costantemente investendo per la salvaguardia di pedoni, ciclisti ed automobilisti. Fra gli ultimi interventi, si ricordano gli attraversamenti pedonali rialzati ed illuminati, oltre al rinnovo della segnaletica orizzontale per garantire strade più visibili e sicure.
«Purtroppo – commenta il sindaco– molti incidenti, compresa l’ultima tragedia che ha avuto come conseguenza la perdita di una vita, sono successi proprio sulle strisce pedonali. Questo evidenzia come accanto al tema delle infrastrutture, a fare la differenza siano i nostri comportamenti. È per questo che l’attività di controllo è fondamentale».
I controlli della Polizia Municipale, congiunti anche a quelli della Polizia Provinciale, proseguono in maniera regolare sulle strade di competenza, tuttavia i cittadini, nelle loro petizioni, richiedono espressamente l’installazione degli autovelox. Richiesta cui Puggelli si manifesta pienamente d’accordo, ribadendo come rientrino in una più complessiva strategia integrata per la sicurezza delle strade. Il rifiuto della richiesta da parte della commissione preposta, arrivato proprio nella stessa settimana del tragico incidente sulla SR66, ha portato alla decisione di scrivere al Prefetto, per richiedere un suo intervento affinché il parere negativo della commissione venga rivisto.
«L’autovelox – aggiunge Puggelli – è uno strumento necessario per andare ad intervenire sui comportamenti di tutti noi alla guida. Contrariamente a quanto affermato da pochi, gli autovelox non servono per far cassa, per due motivi. Il primo è che basta alzare il piede dall’acceleratore per non prendere multe, ma soprattutto per rendere le nostre strade più sicure. Il secondo è che ogni euro derivante dalle eventuali contravvenzioni, sarà utilizzato per incrementare la sicurezza delle strade stesse, tramite interventi di manutenzione alla segnaletica, realizzazione di nuovi attraversamenti pedonali e più in generale messa in sicurezza dei punti pericolosi. Su questo argomento non mi do per vinto e, certo di avere i cittadini con me, non farò passi indietro: voglio lavorare affinché terribili episodi come quelli dello scorso mese siano solo un ricordo del passato». —
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