Sicurezza
Amarcord Copernico, l’orgoglio delle “tube”
Il Liceo scientifico di viale Borgo Valsugana ha celebrato il mezzo secolo riunendo gli alunni di oggi con quelli di ieri
prato. Varcare dopo anni la soglia della propria scuola e ritrovare quei luoghi pieni di ricordi dove si sono trascorsi 5 anni della propria gioventù. È successo a tanti ex alunni del liceo Copernico che martedì hanno partecipato alla “notte bianca” organizzata dall’istituto per festeggiare i suoi 50 anni. La scuola di viale Borgo Valsugana ha aperto le sue porte ad alunni ed ex alunni per ricordare quel 29 ottobre del 1969 quando (appena ottenuta l’autonomia dal convitto Cicognini, dentro cui allora il liceo si trovava) si riunì il primo consiglio d’istituto, che scelse il nome del nuovo liceo. Allora Mauro Gori frequentava la 5ª A, la prima classe ad essersi diplomata al Copernico, e nell’aula magna martedì sera ha detto agli studenti di oggi: «Vi auguro che possiate ritrovarvi alla festa dei 100 anni del Copernico e provare quello che provo io oggi. Quelli in cui io e i miei compagni di classe (tra cui l’assessore regionale Stefano Ciuoffo, ndr) abbiamo visto nascere questo liceo erano anni difficili, di trasformazione, ma questa scuola ci ha trasmesso valori come lo spirito di gruppo, la passione, l’impegno e il rispetto per gli altri che ci siamo portati dietro nella vita». Fu proprio la classe di Gori a fondare il club goliardico del Copernico e ad inventare il suo cappello: la tuba con la banda arancione. La stessa che porta oggi Bianca Magistrali della 5ª GS, che si diplomerà la prossima estate, mezzo secolo dopo Gori. «Spero davvero di salire di nuovo queste scale tra 50 anni e provare le stesse emozioni che mi hanno trasmesso quelli che sono tornati oggi – ha detto – Questa è una scuola che pretende tanto, ma che ogni giorno ti regala qualcosa che ti porterai dietro per sempre». Per la festa di compleanno del Copernico si sono esibiti in performance musicali, teatrali e di danza (come quella delle cheerleader del liceo) alunni ed ex alunni. Tra questi, anche l’attore Nicola Pecci, che ha portato in scena un omaggio a Francesco Nuti. «È un percorso circolare quello che mi ha riportato al Copernico – ha detto il preside Stefano Gestri, alunno della scuola dal’75 all’’80 – Già ai miei tempi si lavorava tanto, con insegnanti di grande livello che mi hanno trasmesso molto: sete di cultura, curiosità ed umiltà. Le stesse cose che ho provato a lasciare ai miei ragazzi in 20 anni di insegnamento». E all’appello per festeggiare l’anniversario hanno risposto anche gli insegnanti: molti di quelli in pensione sono tornati a scuola per l’occasione. «In realtà non ho mai interrotto il mio rapporto col Copernico – spiega Elita Feltrin, per 14 docente di italiano e latino nel liceo – Nella scuola c’è sempre qualcosa da dare e, soprattutto, da ricevere». Tra i nuovi insegnanti invece c’è anche Elisabetta Bisignani, diplomata al liceo nel 2004: «Ho scelto io di tornare al Copernico. Ci sono ancora diversi professori che ho avuto ed è strano: finalmente posso dargli del tu». —
Fabrizia Prota
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
