Il Tirreno

Prato

Villa Sperling apre le porte al pubblico

Fabrizia Prota
Villa Sperling
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Villa Sperling

Vernio, una festa con eventi a tema e montaggi video domenica prossima nel centenario della morte della contessa che la fondò

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VERNIO. Villa Sperling a Montepiano apre le sue porte domenica prossima per celebrare il centenario della morte della sua fondatrice, la contessa Maria Enrica Sperling. La splendida dimora ottocentesca, dalle 14 sarà aperta in via straordinaria al pubblico, che potrà visitarla e riviverne la storia e le atmosfere grazie ad un percorso illustrato con pannelli documentali e ad una rievocazione di oggetti e costumi d’epoca (quest’ultimi realizzati da studenti e insegnanti del liceo Brunelleschi di Montemurlo).

L’iniziativa è promossa dalla famiglia Sandretti, proprietaria della villa, con Alex Model Agency (che si occupa degli eventi nella dimora) insieme a Comune di Vernio, Fondazione Cdse e Pro Loco di Montepiano.
«L’evento fa parte di un progetto più ampio di riqualificazione e valorizzazione del territorio – commenta il sindaco Giovanni Morganti –. Anche perché così tante ville d’epoca come a Montepiano non si trovano in nessun altro paese della nostra zona». «È una bella sinergia tra pubblico e privato per promuovere il nostro patrimonio» aggiunge Francesca Cavicchi della Pro Loco. Villa Sperling fu fatta costruire a fine Ottocento dalla contessa Enrichetta (così era nota), figlia del nobile inglese Harvey Sperling. Era arrivata a Firenze con alcuni fratelli e sorelle nella seconda metà del secolo, quando la colonia degli aristocratici anglo-fiorentini, affascinati dalla cultura italiana, era molto folta e grazie alla principessa Antonietta Centurione Strozzi conobbe Montepiano. Se ne innamorò e fece costruire la villa neogotica dove si trasferì – la leggenda dice per dimenticare una delusione d’amore – e visse gli ultimi 30 anni della sua vita, fino al 14 marzo 2019.

«La contessa, fervente cattolica, fu attratta dalla spiritualità della badia e dei boschi di Montepiano – spiega la direttrice del Cdse Alessia Cecconi – e visse lì la sua vita all’insegna del filantropismo». Enrichetta era infatti molto vicina alla comunità di Montepiano, tanto che ogni sabato faceva preparare il pane in villa per distribuirlo ai poveri.

Alla sua morte lasciò la casa all’Istituto Gualandi, che assiste i sordomuti. Dopo vari passaggi di proprietà, la dimora è giunta all’imprenditore Gabriele Sandretti e adesso ospita eventi e cerimonie, oltre a fungere da bed and breakfast.

«La volontà dei proprietari è però quella di far sì che villa Sperling sia prima di tutto un luogo di cultura – precisa Alex Bitetti, titolare di Alex Model Agency – dove si possa fare ricerca e studiarne la storia». Le sei sale della villa domenica ospiteranno altrettanti allestimenti dedicati a diversi temi: il cibo, le arti e i mestieri, la scuola, le origini della villa (attraverso un montaggio video), la contessa e la religione (nella cappella neogotica) e infine il salone allestito come a inizi '900.

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