Il Tirreno

Prato

Sequestro amministrativo di un canile che ospitava cani di razza Tibetan Mastiff

Un cane di razza Tiberian Mastiff
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Un cane di razza Tiberian Mastiff

Prato, gli accertamenti eseguiti dagli investigatoridell'Enpa  hanno portato alla scoperta di un vero e proprio commercio di cani in prevalenza “Tibetan Mastiff”, molto ricercati dai cittadini di etnia cinese come cani da guardia

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FIRENZE. A seguito della convenzione tra il Comune di Prato e il Nucleo Provinciale Guardie Zoofile Enpa già operante da alcuni anni per i controlli sugli animali nell’intero territorio comunale di Prato, in merito a queste attività ispettive veniva segnalato una situazione di criticità in relazione alla detenzione di un cane in via dei Confini presso un circolo culturale gestito da cittadini cinesi, dove era detenuto un esemplare di razza “Tibetan Mastiff” in condizioni al limite della carenza di stabulazione e di igiene.

Dalle indagini esperite al fine di ricostruire la provenienza del cane è stato accertato che il soggetto gli era stato ceduto da un altro connazionale cinese residente a Prato.

Gli agenti della “Sezione Investigativa Speciale per la Tutela Animali” del Nucleo Guardie Zoofile Enpa, hanno verificato tramite la ASL Servizi veterinari di Prato che la persona cedente, aveva iscritto a suo carico circa 22 cani in prevalenza di razza “Tibetan Mastiff”, piu altri cani di razza “American Bully” e “Pinsher”, detenuti presso una ditta in località Macrolotto nel Comune di Prato.

Gli accertamenti eseguiti dagli investigatori hanno portato alla scoperta di un vero e proprio commercio di cani in prevalenza “Tibetan Mastiff”, molto ricercati dai cittadini di etnia cinese come cani da guardia.

Dal controllo effettuato nell’azienda gestita dal proprietario dei cani (al momento della verifica ne risultavano presenti in luogo 12) emergevano diverse irregolarità amministrative.

(Questa situazione era stata oggetto anche di una inchiesta di Mediaset, Canale 5 “Striscia la Notizia” condotta da Edoardo Stoppa).

Alla verifica delle relative autorizzazioni del Comune e della ASL Toscana Centro, Servizi Veterinari, inerenti la concentrazione di animali stabulati (canile), risultava che il titolare non aveva adempiuto alla regolarizzazione prevista dal Regolamento di Polizia Veterinaria di cui al DPR n. 320/56 per le carenze igienico sanitarie dell’area e per tale violazione è scattato il sequestro amministrativo dell’intera superficie adibita alla stabulazione dei cani.

Inoltre i controlli successivi sono stati effettuati sul movimento dei cani a lui intestati mediante il riscontro dei microchip tramite la ASL  Servizi Veterinari di Prato, dove è emerso che lo stesso aveva intestati, tra presenti e ceduti i 22 cani mentre altri 22 risultavano intestati a parenti/collaboratori del titolare residenti sempre presso l’abitazione del proprietario e dipendenti della ditta,  che risultavano nella maggior parte ceduti/venduti a persone non identificate in altre regioni e non cancellati dal Registro dell’Anagrafe Canina della Regione Toscana.

Ulteriormente veniva appurato, che la maggior parte dei cani provenivano da paesi Comunitari e extra Comunitari: Cina, Russia, Olanda, ecc. come documentato dai numerosi passaporti in loro possesso, ma regolarmente iscritti nel Registro dell’Anagrafe canina della Regione Toscana.

La somma delle 18 violazioni accertate è stata di €. 5.198,00 i cui verbali sono stati trasmessi per competenza al Comando della Polizia Municipale di Prato.

Del caso sono in corso le indagini della “Sezione Investigativa Speciale Tutela Animali (S.I.S.T.A.)” del Nucleo Guardie Zoofile ENPA di Firenze/ Prato per monitorare i movimenti dei cani e delle relative cessioni.

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di Redazione web