Il Tirreno

Prato

guida dei vini italiani dell’espresso 2020 

C’è il Carmignano nella top cento dei migliori rossi

R.T.
C’è il Carmignano nella top cento dei migliori rossi

Premiata l’annata 2016 della Fattoria di Bacchereto: il prezzo è di 30 euro Apprezzato il Vin santo 2011  della Tenuta di Capezzana

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PRATO. Per la Guida dei vini italiani dell’Espresso 2020 sono solo due i pratesi, nel comune di Carmignano, scelti dagli esperti enologi. Fra i 100 migliori vini rossi, è stato inserito il Carmignano terre a mano 2016 della Fattoria di Bacchereto , con il simbolo di 4 prestigiose bottiglie che corrisponde a ottimo. «Un Carmignano pieno di sfaccettature da scoprire, non sempre facile o per tutti. L’annata 2016 gli ha dato una ricchezza polifenolica tale da smussare qualche sua solita spigolosità. Il suo fascino però è indubbio. Erbe officinali, malva, una certa minerale terrosità, ciliegia e frutti neri, in una bocca spessa, potente ma levigata ed equilibrata». Eppoi una breve scheda della titolare della Fattoria di Bacchereto: «Il Carmignano, nobile territorio tra i più antichi della Toscana e del mondo dal bando di Cosimo de’ Medici, è interpretato da Rossella Bencini Tesi con personalità e coraggio. Il coraggio di lasciar parlare la vigna e il vino e, talvolta, di rischiare per lasciare alle uve la loro massima capacità espressiva. Una strada, biologica e biodinamica, che l’ha condotta alla produzione di vini di straordinaria precisione e altrettanta profondità». Prezzo annata 2016 €30. Fra i 30 migliori vini dolci invece è stato inserito il “Vin santo di Carmignano riserva 2011” della Tenuta di Capezzana. «Color ambra scarico, smaltato al naso all’inizio, si apre a note di frutta secca e confetture. Setoso al palato, viscoso e zuccherino, pieno, piacerà agli amanti dei vinsanti dolci e opulenti. Va atteso nel bicchiere perché si riveli nelle sue sfumature, poi in bocca, nonostante l’acidità, manca un po’ di contrasto all’opulenza zuccherina». Costo 37 euro E per finire la scheda della Tenuta di Capezzana: «La storia dell’azienda coincide con quella della famiglia Contini Bonacossi, oggi alla quarta e quinta generazione». —

R.T.

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