Toscana
Trovato agonizzante nel vicolo muore più tardi all’ospedale
La Procura indaga sulla morte di un senzatetto di 44 anni soccorso giovedì 17 da due passanti nei pressi del teatro Metastasio. Disposta l’autopsia
PRATO. È morto qualche ora dopo il ricovero all’ospedale Santo Stefano, dove era giunto in gravi condizioni dopo essere stato raccolto sul selciato di pietra del vicolo Fior di Vetta, di fianco al teatro Metastasio. Il clochard albanese, 44 anni di cui non ci è stato detto il nome, era sdraiato in quella stretta stradina del centro di Prato sopra un cartone e avvolto in una coperta. Ci andava spesso a dormire da qualche tempo, perché poteva ripararsi dalla pioggia grazie all’arcata che sovrasta il vicolo, unendo il complesso del teatro Metastasio alla palazzina dall’altra parte dello stradello.
Uno dei tanti senzatetto che dormono in giro per la città e a cui nessuno fa molto caso. Ma giovedì 17, in pieno giorno, due passanti lo hanno notato: non rispondeva e hanno sollevato quella coperta dal viso: c’erano tracce di vomito. Così hanno subito chiamato i soccorsi ed è arrivata un’ambulanza. L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale e ricoverato, dopo essere stato sottoposto agli esami del caso. Emorragia celebrale, il primo referto. L’uomo è morto nel primo pomeriggio di venerdì. è intervenuta anche la polizia che ha avvisato il magistrato di turno, Gianpaolo Mocetti.
Che vuole vederci chiaro: la morte del quarantaquatrrenne sembra dipendere da cause naturali, ma per fugare ogni dubbio il magistrato ha disposto l’autopsia. Un senzatetto rimasto per tutto il tempo senza un nome, perché con sé non aveva alcun documento. Poi l’identità è stata accertata grazie alle impronte digitali. Si è mossa la polizia scientifica, che ha compiuto un sopralluogo nel vicolo, senza però trovare nessun elemento che potesse far pensare ad un’aggressione precedente al malore.
Gli inquirenti hanno anche accertato che l’albanese non ha precedenti penali: ma è conosciuto perché irregolare, non ha mai avuto il permesso di soggiorno. La polizia sta cercando anche dei parenti lontani, ma al momento la ricerca non ha dato esito. Nella zona e nel centro storico lo vedevano in molti aggirarsi, qualche volta chiedeva l’elemosina e si recava alla mensa La Pira per un pasto.Nessuno sapeva come si chiamasse e da dove arrivasse, ma era considerata una persona molto tranquilla. A Prato da qualche mese, vagava per l’Italia in cerca di un po’ di cibo
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