Il dolore
Visita alla maxi-cucina che sfama 11.000 studenti
Camst apre le porte del centro cottura di Sesto Fiorentino che serve le scuole di Prato, dalle materne alle medie
PRATO. Un’azienda fiore all’occhiello della ristorazione. Che dal 2017 si occupa di preparare i pasti per le mense scolastiche di Prato. Si tratta di Camst, nata oltre 70 anni fa a Bologna. I pasti che vengono consumati nelle scuole pratesi arrivano dal centro cottura di Sesto Fiorentino. L’assessore comunale alla pubblica istruzione Ilaria Santi, accompagnata da Paola Nizzi e Laura Maccelli dell’ufficio refezione del Comune, in questa settimana è andata in visita all’azienda due volte. Ha voluto che con lei ci fossero i presidi degli istituti per far toccare con mano come funziona il ciclo dei prodotti che poi i bambini consumano per il pranzo.
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«Ho chiesto alla Camst di far vedere il centro cottura ai nostri dirigenti scolastici – spiega l’assessore Santi – Perché è importante vedere come vengono preparati i pasti che poi sono portati alle nostre scuole. Ogni giorno da qui escono 11mila pasti che arrivano a Prato. Di questi 11mila, circa 850 sono diete speciali – aggiunge Santi – E per diete speciali intendiamo quelle per motivi di salute, come ad esempio allergie, e diete di carattere religioso o anche di scelta alimentare diversa».
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Il cibo arriva alle scuole materne, alle elementari e per alcune medie. Per quanto riguardi i nidi, questi hanno i cuochi al loro interno. Per la seconda visita, ieri mattina, insieme all’assessore Santi c’erano anche Francesca Zannoni, dirigente scolastico dell’istituto “Primo Levi”, insieme alla sua vice Stefania Rossi. Hanno fatto da guida all’interno della struttura di Sesto Fiorentino il direttore del centro cottura Daniele Canale e Veronica Riva, segretaria d’area. Ma prima di iniziare il percorso ai partecipanti è stato fatto indossare un apposito camice, la cuffia e il copriscarpe. Il profumo di cibo arriva subito alle narici.
«È l’orario in cui si lavora a pieno ritmo – commenta Daniele Canale – E fra poco quanto cucinato arriverà a Prato». Veronica Riva spiega come a Camst l’attenzione sia rivolta alla qualità. «E dietr oa un piatto di pasta – dice – c’è un mondo di lavoro». Paola Nizzi sottolinea un altro aspetto importante: «Con un unico centro di cottura tutti i bambini hanno la stessa tipologia di prodotti. Camst è sinonimo di qualità, inoltre utilizza prodotti della filiera corta e produzioni toscane».
I prodotti, sottolineano da Camst, sono italiani e di primissima qualità. E per quanto possibile vengono utilizzati quelli che arrivano dalla nostra regione, con un occhio ai prodotti biologici. Al centro di cottura ci sono anche due cucine di dimensioni più piccole rispetto a quella centrale dove vengono preparati in una le diete speciali e nell’altra il cibo per i celiaci e qui c’è la massima attenzione. I piatti che i bambini preferiscono? A rispondere è uno degli chef: «Senza dubbio – dice – il pollo panato al forno e poi anche gli hamburger e le polpette. Intanto, una delle prossimità novità sarà lo sformato di spinaci».
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