Finanza
Primo e Giuseppina, un sogno d’amore lungo settant’anni
La coppia montemurlese ha festeggiato le nozze di ferro. «Il segreto? In famiglia bisogna volersi bene e sopportare»
MONTEMURLO. Un'altra coppia montemurlese, dopo quella formata da Dante Nesi e Livenza Diddi di cui abbiamo dato notizia meno di un mese fa, taglia il traguardo dei 70 anni di matrimonio. A festeggiare le nozze di ferro sono stati mercoledì, Giuseppina Moretti, conosciuta da tutti come Nunzia, 88 anni e Primo Bernardini, 94 anni, residenti a Bagnolo. Nunzia e Primo sono originari della provincia di Arezzo, di una piccola frazione del Comune di Cortona, Cignano. Il loro è stato un fidanzamento lampo, come racconta Primo: «Il 10 agosto del 1949 tornai a casa dal militare e la prima cosa che mio padre mi disse fu: “Primo, sei il più grande dei tuoi fratelli e ti devi sposare, perché altrimenti non può farlo neppure tua sorella”.
Fu così che da li a pochi giorni mi fidanzai con Nunzia, che era una mia vicina di casa e a ottobre ci sposammo. Suo fratello era il fidanzato della mia sorella». Nunzia e Primo erano contadini e nel 1964 lasciarono la campagna per venire a lavorare nelle fabbriche di Prato. Nel 1971 arrivarono a Montemurlo dove misero su casa insieme agli altri tre fratelli di Primo. Una grande famiglia composta dai figli Remo e Nara, dai nipotini Matteo, Elisa, Samanta e Alberto e dai bis-nipoti Lapo, Giulia e il piccolo Leonardo di appena 5 mesi. Ogni giorno Nunzia e Primo, accompagnati dai figli, fanno delle lunghe passeggiate, un'abitudine sana che non hanno voluto perdere nemmeno quando i primi acciacchi dell'età si sono fatti sentire. «Noi in famiglia ci siamo sempre voluti molto bene - ha concluso – Talvolta bisogna sopportare, magari perdonare e poi si va avanti insieme».
A festeggiare i due sposi non è voluto mancare il sindaco del Comune di Montemurlo, Simone Calamai, che ha portato il saluto dell'amministrazione comunale e ha donato alla coppia un omaggio floreale e una pergamena celebrativa dell' evento: «I Bernardini sono un esempio di unione, amore e sostegno reciproco. Così come gli altri sposi di ferro che ho incontrato quest'anno, sono persone fortunate, perché sono circondate dall'amore e dalle attenzioni costanti di figli e nipoti».
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