La manifestazione
Il concorso inizia con due ore di ritardo e la metà non si presenta
Qualcuno ha sbagliato scuola, altri sono arrivati dopo. Tante le storie, provenienti da tutta la Toscana ed anche da Taranto e dalla Sardegna
PRATO. In più di 5mila per inseguire il sogno del posto fisso. Sono gli ammessi a partecipare alla prova preselettiva del “concorsone” del Comune di Prato per 21 posti a tempo indeterminato come istruttore amministrativo, che si è svolta nel pomeriggio di ieri, venerdì 18. Erano 5.165 per l’esattezza gli ammessi, ma poi a sostenere la prova il numero si è più che dimezzato: 2.509. Un po’ perché molti non sono arrivati, altri se ne sono andati a causa del ritardo dell’inizio delle prove: orario previsto 15,30, orario di inizio effettivo 17,25.
A segnalarlo anche Valentina Salvadori su facebook, circostanza poi confermata da altri candidati un’ora dopo, a prova conclusa. In Comune dicono che il ritardo è “fisiologico”. Accade quasi sempre così con numeri così elevati. Sembra che qualche candidato ha anche sbagliato scuola ed è stato aspettato. Il test si svolgeva in 180 aule di quattro diversi plessi scolastici: circa 1.110 al Gramsci-Keynes, altrettanti al Dagomari, oltre 1.200 al Copernico e circa 1.000 al Livi. Tanti dunque coloro che si sono presentati per tentare di superare la prova, rispondendo a 30 domande a crocette in 30 minuti sulle materie d’esame, ed essere tra i 400 che passeranno alla fase successiva del concorso (che prevede uno scritto e un orale). Come tante sono le loro storie, che per un pomeriggio si sono intrecciate: provenienti da ogni parte della Toscana e anche da molto più lontano, tutte accomunate dal desiderio di cambiare vita.
Tra quelli che hanno fatto più strada per partecipare al concorso c’è Pietro Chetta, 40 anni, che arriva da Taranto: «Sono disoccupato da un anno, così ho deciso di buttarmi nella “carriera del concorsista” – racconta – Ne ho fatti già molti, in diverse regioni d’Italia. Ho lavorato in un call center per 7 anni (con una laurea in Scienze politiche ndr), ma poi ho lasciato perché alla mia età penso di avere ancora qualche possibilità di migliorare la mia vita. Anche perché a febbraio diventerò papà. L’impiego statale ti dà delle garanzie in materia di diritti per cui “fuori” bisogna lottare».
Viene da lontano anche Laura C., architetto, originaria della Sardegna che attualmente vive a Perugia: «Ho già un lavoro nel pubblico impiego, ma è a termine – spiega – Perciò considerato che lavoro non ce n’è, quando capitano queste occasioni uno ci prova. Sperando che poi, una volta dentro l’ente, sia possibile salire di livello». Anche Paola Cervellera, 49 anni di Sesto Fiorentino, ha un lavoro precario nel pubblico impiego: «Ho sempre lavorato nella pubblica amministrazione – racconta –, ma mai in maniera stabile. Magari questa è la volta buona». Ha più di 20 anni di meno e aspira allo stesso posto di lavoro Giulia Chiuchiolo, 26enne di Prato: «Lavoro in un supermercato e vorrei cambiare impiego soprattutto per gli orari – spiega –: lì si lavora sempre, anche il sabato e la domenica. Ho cercato anche lavoro come receptionist (è diplomata all’alberghiero ndr), ma non ho trovato nulla».
A partecipare al concorso ci sono anche 3 fratelli: i gemelli di 19 anni Kevin e Alex Brancatisano, neodiplomati come meccanici, e la sorella maggiore Denise, di 24 anni, di Serravalle Pistoiese. «Per i giovani non c’è lavoro, o meglio, solo precario – afferma Denise – Sono quattro anni che lavoro come segretaria d’azienda e commerciale, ma sempre a termine. Ma con contratti di pochi mesi è impossibile fare progetti. Solo con un impiego statale si riesce ad avere una stabilità».
Tra chi tenta la strada del concorsone c’è anche l’ex vicesindaco di Colle Val d’Elsa Lodovico Andreucci, 28 anni: «Grazie al cielo hanno riaperto le assunzioni nella pubblica amministrazione – commenta – che è la base del nostro Paese ed è un settore bellissimo. Perciò è un tentativo che vale la pena fare. Anche se chi fa questi concorsi oggi è molto più preparato rispetto al passato, soprattutto le nuove generazioni – afferma Andreucci, che è laureato in storia – perciò si crea un gap tra le competenze di chi viene assunto e quello che andrà a fare».
Alle 14.55 il cancello del Gramsci-Keynes si apre e la folla degli ammessi si distribuisce nelle aule. «Erano tanti anni che non veniva fatto un concorso con questi numeri – commenta la dirigente comunale Donatella Palmieri – Ci aspettavamo una grande partecipazione perché i posti messi a concorso sono tanti e non capita tutti i giorni. Le aspettative perciò sono molte, anche da parte nostra, dato che il Comune è sotto organico di 900 unità». Per i risultati bisognerà aspettare qualche giorno: saranno sul sito del Comune entro il 25 ottobre.
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