Lutto
Piscina di Iolo, società sportive in rivolta contro il sindaco
Coni, Fin, Azzurra e Csi in coro: «Non è vero che lo spostamento dei fondi sulla manutenzione degli impianti esistenti sia stata concordata con noi»
prato. Scoppia la polemica intorno alla nuova piscina di Iolo, per la quale erano stati impegnati dal Comune 4,8 milioni di euro, poi dirottati sulla manutenzione degli impianti esistenti. Il nuoto pratese non ci sta e alla sede del Coni di Prato Massimo Taiti, delegato Coni, insieme al presidente della Fin Toscana Roberto Bresci, al presidente dell'Azzurra Alessandro Bartolozzi e al direttore tecnico del Csi Nuoto Prato Sergio Puggelli, con il sostegno della Futura Nuoto e del Sub Prato, hanno spiegato che nessuno mai dell'amministrazione comunale aveva concordato con le società sportive lo spostamento dei fondi dal progetto della piscina alla manutenzione.
Uno spostamento che si è poi scoperto risale al dicembre 2018. «Le strutture non sono omologate per svolgere attività agonistica e infatti noi come società siamo costretti ad andare in altri impianti - spiega il presidente dell'Azzurra Alessandro Bartolozzi - Non è assolutamente vero che i fondi che servivano per la piscina di 50 metri di Iolo siano stati spostati con il consenso delle società sportive. Noi siamo stati informati a cose fatte e tra l'altro la nostra richiesta è stata di chiudere una sola piscina alla volta e ci sono stati fatti vedere i rendering della piscina di Iolo e i lavori di quella in viale Galilei. Tra l'altro in quell’occasione mettemmo in evidenza che era necessario sistemare il piano vasca in via Roma e ad oggi ancora la piscina è chiusa con i ragazzi e le famiglie che ci chiedono quando inizieranno gli allenamenti. Noi cerchiamo di fare il massimo pur con impianti fatiscenti e con mille difficoltà ma se qualcuno mette il bastone tra le ruote è difficile portare avanti una società».
Anche Roberto Bresci, presidente Fin Toscana, cerca di capire i problemi in ballo. «Ci sono due tipi di esigenze - dice - bisogna far veloce sulla ristrutturazione degli impianti e soprattutto capire chi sarà il prossimo gestore perché la società attuale è in liquidazione (forse ci sarà una proroga) ma questo pone una grande preoccupazione perché potrebbe succedere che nessuno le prenda in gestione e quindi le piscine rimarrebbero chiuse».
Chiude il delegato Coni Massimo Taiti: «Tutto il movimento natatorio è unito per una delle ferite aperte che è la piscina di Iolo, poi ricordo che lo stadio è chiuso da 871 giorni e a questo si aggiunge la problematica di gestione del Cgfs. La piscina di Iolo è stata "venduta" tre volte, prima all'ex ministro Lotti, poi a fine 2018 con lo spostamento dell'investimento e per le Olimpiadi. Abbiamo bisogno che le figure che possano avere ruoli rilevanti in queste tematiche abbiano peso».
Sulla questione si erano già espresse le opposizioni in consiglio comunale, concordi nel dare la colpa alla giunta per la gestione di un progetto che potrebbe slittare di alcuni anni. —
Vezio Trifoni
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