Attenzione
Squittieri: «Serve un regista per gestire il centro storico»
L’assessore annuncia un bando per individuare un soggeto capace di conciliare le diverse esigenze dei commercianti. Intanto hanno aperto tre nuovi negozi
PRATO. Nuove aperture in centro storico. Fra queste due negozi di abbigliamento: uno in via Cesare Guasti, l’altro in via Cairoli all’angolo con via Pugliesi. E poi un negozio che propone oggettistica per la casa e composizioni di fiori artificiali in via Guasti. Una boccata di ossigeno per il centro che risente della crisi e della chiusura di diverse attività commerciali oltre alla difficoltà a vederne di nuove. Si salvano i locali quali bar, ristoranti, e pub che fioriscono uno dopo l’altro e che rendono viva la città soprattutto nelle ore serali.
Che ci siano alcuni problemi nel centro di Prato è evidente, ma la cosa è comune anche ad altre città. Cosa fare allora per potersi risollevare? Ne abbiamo parlato con l’assessore comunale allo sviluppo economico Benedetta Squittieri.
Assessore, come amministrazione comunale che idea avete in proposito?
«Fra pochi giorni faremo uscire un avviso per trovare un gestore che faccia diciamo da regista per il centro storico dove convivono tanti soggetti tutti diversi fra loro e ognuno con le proprie esigenze. Stiamo studiando quella che può essere la formula più adatta per l’avviso».
Quali sono i soggetti di cui parla?
«Ci sono le associazioni di categoria, i commercianti, i consorzi composti da persone che vivono nel centro e che si danno tanto da fare per la città, i residenti, quanti gestiscono i locali notturni e poi penso agli studenti universitari, quelli del Pin ma anche a quelli stranieri. Ecco ognuno di loro ha le proprie esigenze, quindi non si può ragionare singolarmente ma come comunità e capire quali sono le priorità del centro e portarle avanti».
Ci sono dei punti fermi?
«Quella che ormai viene chiamata movida ora è strutturale, ha raggiunto una sua maturità ed un certo equilibrio. Ma sul tema “notti di qualità”, bisogna intraprendere percorsi per migliorare, appunto, la movida. Penso poi al turismo: si nota un certo aumento di quanti vengono a visitare la nostra città e le bellezze che offre e ci sono zone di Prato assai frequentate e questo è un punto sul quale insistere. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio va rafforzato. Ci sono vie dove abbiamo investito, ma c’è da lavorare ancora, e va fatto strada per strada e trovare le soluzioni giuste. Vedo poi che diverse coppie scelgono il centro per venire a vivere. Ecco, questa tendenza va rafforzata, il centro deve essere vivo e vissuto e dobbiamo, giustamente, ascoltare anche lo esigenze di quanti ci abitano e che possono divergere da quelle, ad esempio, di chi gestisce un attività all’interno delle mura».
Quindi, l’unione fa la forza?
«Esatto, bisogna sentire il senso di comunità che deve portare a migliorare la qualità della vita, singolarmente questo non è possibile. Quando ci sarà la cabina di regia con il gestore che verrà individuato attraverso l’avviso pubblico, andrà studiato un percorso partecipativo di progettazione e individuare, quindi, quali sono le priorità per il centro storico. Un percorso, dunque, che riguarderà non solo il commercio, ma anche la mobilità, la sosta, i rifiuti e in generale il decoro urbano. Un tema trasversale che riguarda più assessorati, del quale ne abbiamo già discusso in giunta e per il quale, come detto, lanceremo un avviso per la ricerca di un soggetto gestore che ci aiuti nella fase di co-progettazione, un lavoro che deve coinvolgere tutti». —
Azelio Biagioni
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