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Prato

vertenza

In 39 senza gli arretrati: nuovo sciopero alla tintoria Superlativa

Maria Lardara
Il nuovo presidio degli operai pakistani davanti alla tintoria Superlativa
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Il nuovo presidio degli operai pakistani davanti alla tintoria Superlativa

Sì cobas torna suil piede di guerra: "Accordo disatteso a metà". Sindacalisti denunciati per estorsione: "La nostra colpa sarebbe quella di aver costretto il titolare a firmare l'accordo con la protesta"

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PRATO. Dovevano essere regolarizzati, sul piano degli orari di lavoro e dei pagamenti arretrati. Nel primo caso questo è successo, nel secondo no. Ed è il motivo che fa tornare alla carica i Sì Cobas con un nuovo sciopero davanti ai cancelli della tintoria Superlativa dove lavorano 60 persone, prevalentemente operai di nazionalità pachistana. Dopo un luglio “caldo” si annuncia un nuovo fronte di rivendicazioni sindacali per riaffermare i diritti e la dignità del lavoro nell’attività a conduzione cinese che ha sede in via Inghirami.

«Diciannove lavoratori devono riscuotere diverse mensilità, in qualche caso aspettano le retribuzioni da marzo e aprile - racconta il sindacalista Luca Toscano - Sono tutti sindacalizzati, nostri iscritti. Non dimentichiamo altri quindici lavoratori stagionali che, al momento, sono a riposo: anche loro devono avere gli arretrati». In discussione dunque il patto sul pagamento delle mensilità arretrate.

«Aspettiamo ancora di essere convocati per l’incontro che doveva tenersi con l'azienda il 15 settembre, in base all’accordo. Continueremo a scioperare finché non saranno pagati gli stipendi. Ci risulta che le spettanze siano state saldate invece agli operai non sindacalizzati». S’intreccia con la vertenza della Superlativa la vicenda giudiziaria di Luca Toscano e Sarah Caudiero, nei confronti dei quali il Tar della Toscana ha confermato la sospensione del foglio di via firmato dalla Questura. Sospensiva valida fino a febbraio 2020, quando il tribunale amministrativo si esprimerà nel giudizio di merito.

«Il Tar s’era già pronunciato già alla fine di luglio - racconta Toscano - ma sappiamo che la Questura ha addotto dei motivi aggiunti a sostegno della propria tesi: una denuncia per estorsione presentata dall’azienda». In pratica, la firma dell’accordo sarebbe stata “estorta” con l’agitazione sindacale. «E’ preoccupante che questa teoria venga fatta propria della Questura» fanno notare i Sì Cobas. I Sì Cobas denunciano anche un tentativo di aggressione da parte di un capo reparto nei confronti dei manifestanti.

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di Redazione web