Il Tirreno

Prato

«Buon viaggio Giovanni, in un altro corpo batterà il tuo cuore buono»

Alessandro Formichella
«Buon viaggio Giovanni, in un altro corpo batterà il tuo cuore buono»

Centinaia di persone hanno affollato il Duomo e altre centinaia nella piazza Il saluto degli amici e quello della fidanzata: «Non ti deluderò, ti amerò per sempre»

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PRATO. Prato, ieri era una città rotta dal pianto. Il feretro di Giovanni Iannelli, il ciclista di 22 anni morto lunedì scorso dopo essere rimasto coinvolto una settimana fa in una bruttissima caduta in una gara in provincia di Alessandria, è arrivato nella Basilica di Santo Stefano già prima delle 15. Una chiesa gremita attendeva Giò, come lo hanno chiamato tutti gli amici e la sua giovane fidanzata, e una piazza con centinaia di persone, conoscenti, amici, passanti. Di lato, i simboli della sua squadra la Hato Green Tea Bee, la società pratese per la quale Giovanni correva, e quelli della Polisportiva di Camignone, bresciana. Attorno, centinaia di persone anche fuori in piazza del Duomo. Tra le tantissime persone, il sindaco Matteo Biffoni, il senatore Riccardo Nencini, amico personale del padre di Giovanni, Carlo Iannelli e di tutta la sua famiglia. Poi rappresentanze del comitato ciclistico regionale e della federazione italiana, ma soprattutto tanta gente, tanti amici di Giò e della famiglia, da quelli di squadra a quelli di tutta una giovane vita, dalla scuola allo sport.

La famiglia attonita, colpita da dolore, la mamma Annamaria seduta, il padre Carlo Iannelli in piedi con difronte la bara chiara del giovane figlio, le sorelle di lato al feretro, prese da un fermo sgomento. «È un momento carico di dolore per tutta la città» ha detto il vescovo Giovanni Nerbini, all’inizio della cerimonia, dopo che il feretro, portato in spalla dai compagni di squadra, è entrato in Duomo. Una cerimonia solenne, ma sobria. Il vescovo Nerbini ha celebrato il funerale cercando parole semplici e vere, soprattutto rivolgendosi ai genitori di Giò, cercando attraverso le testimonianze dei tanti amici e delle amiche che hanno preso la parola, di ricordare l’immagine di questo ragazzone di 22 anni che come ha detto una amica dall’altare “eri bello e simpatico”. «L’uomo al mattino è come l’erba fresca, alla sera è falciata come secca. Soffro con voi e con la città», ha detto il vescovo di Prato continuando a rivolgersi durante la breve omelia al padre Carlo e alla mamma Annamaria. Fra la gente in una Basilica gremita, tanti occhi lucidi, disorientamento, persone chiuse nella riflessione della cerimonia e di quel feretro, chiuso nella bara chiara, lassù vicino all’altare. Alla conclusione della cerimonia, il momento più toccante, i tanti ricordi che amici, compagni di squadra, e di scuola hanno voluto lasciare a Giò. E lo hanno voluto fare parlando dall’altare dentro il Duomo e nella piazza, fuori con tantissime persone ancora lì ad attendere la fine della cerimonia. «Caro Giò, il tuo cuore continuerà a battere in un altro corpo. E sarà un cuore buono come eri te. Un’altra persona continuerà a vivere col tuo cuore. Dovunque tu stia andando Giò, non sei morto. Stai vivendo. Dovunque tu sia diretto, buon viaggio Giovanni», ha detto una delle amiche strette del ciclista pratese. La donazione degli organi di Giovanni, permessa dai genitori Carlo e Annamaria, sta salvando altre persone, fra queste una persona che necessitava del trapianto cardiaco. «Su quella volata finale cercavi la vittoria e te la meritavi tutta», ha ricordato uno dei compagni di squadra e altri compagni di squadra non si sono risparmiati a ricordare Giovanni Iannelli come un leader, sui pedali e fuori, fatto di ironia, scherzo e pronto sempre ad aiutare amici e compagni. Con la voce spezzata, la fidanzata piangendo: «Giovanni non ti deluderò, ti amerò per sempre». «Amavi il tuo sport, la bici, tanti sacrifici, tanti ritiri, per vincere ci vuole lavoro sodo», ha detto un altro compagno.

«Il signore a volte per noi uomini ha un disegno non sempre comprendiamo», ha concluso, come da liturgia, il vescovo Giovanni Nerbini. Poi i rintocchi delle campane. La salma di Giovanni Iannelli è stata tumulata al cimitero della Misericordia. —

Alessandro Formichella

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