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le indagini 

C’è un’inchiesta sulla morte del giovane ciclista in Piemonte

C’è un’inchiesta sulla morte del giovane ciclista in Piemonte

La Procura di Alessandria ha aperto un fascicolo al momento contro ignoti Diverse le questioni da chiarire, ma potrebbe essere anche solo un atto dovuto

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prato. La Procura di Alessandria ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti, sulla morte di Giovanni Iannelli, il ventiduenne ciclista pratese deceduto lunedì in seguito alle gravi ferite riportate sabato all’arrivo del trofeo di ciclismo Bassa Valle Scrivia a Mulino dei Torti.

Al momento non è dato di sapere se l’iniziativa della procura piemontese sia una sorta di atto dovuto per consentire gli accertamenti tecnici e medici sulla vicenda oppure se i magistrati intendano approfondire alcuni aspetti dell’incidente che è costato la vita a Iannelli.

Teoricamente esiste più di un profilo meritevole di essere chiarito.

C’è la questione del pedale della bicicletta, che più di un testimone racconta di aver raccolto sulla strada a una certa distanza da dove è finita la bici insieme a Giovanni, cioè contro il basamento di un’abitazione. Si è staccato durante la corsa oppure in conseguenza della caduta? C’è poi la questione della dinamica. Giovanni è caduto per un normale contatto di quelli che possono verificarsi in quasi tutte le volate delle corse ciclistiche oppure qualcuno lo ha spinto? E infine, gli organizzatori erano tenuti a installare delle protezioni nelle vicinanze dell’arrivo, cioè dove si è verificato il grave incidente? Sono tutte domande al momento senza risposta.

Intanto però si moltiplicano gli attestati di vicinanza nei confronti della famiglia di Giovanni, che sta vivendo ore terribili.

«Le parole muoiono in gola – scrive il senatore Riccardo Nencini, presidente del comitato regionale della Federazione ciclistica italiana – Di fronte a un ragazzo di vent’anni che se ne va tutto è superfluo, un’esagerazione. E se ne va in sella al suo sport preferito, la bicicletta di suo padre e sua madre. L’ho conosciuto anni fa, Giovanni. Oggi tutti diranno che era un campione. Sì, un campione di vita, un bravo ragazzo di una bella famiglia. Non sprecate parole. Il raccoglimento sconfigge la morte, e quell’ombra di vento che gonfia i capelli sotto il sorriso che ricorderò».

«Gli appassionati di ciclismo sono sbigottiti e si stringono intorno alla famiglia di Giovanni Iannelli - dice Walter Bernardi - Insieme ad altri amici del ciclismo ci organizzeremo per fare un memorial in suo onore con tanti giovani».

«Gli amici e i compagni del Circolo Matteotti e della Federazione pratese del Psi - si legge in una nota - sono accanto a Carlo e alla famiglia Iannelli in questo momento di dolore e smarrimento. Un abbraccio forte a Giovanni, sempre con le braccia alzate al traguardo».

La salma di Giovanni Iannelli potrebbe tornare oggi a Prato dal Piemonte, ma ancora non è stata fissata una data certa per i funerali, che saranno curati dai servizi funebri della Misericordia di Prato. —

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