Sicurezza
Paintball, la guerra diventa un gioco nei boschi di Vaiano
Ecco il primo paintball nella provincia pratese e tra i pochissimi in Toscana che permette di cimentarsi nell’avvincente gioco, nato negli Stati Uniti, che vede due squadre avversarie contrapporsi, all’interno di un percorso con ostacoli, in una guerriglia a colpi di vernice ecosostenibile, sparati con speciali fucili ad aria compressa
VAIANO. In Valbisenzio d’ora in poi sarà possibile sfidarsi a colpi di palline di vernice colorata. È stato infatti inaugurato domenica 6 il campo di paintball dell’Asd Paintball Prato Valbisenzio: il primo in tutta la provincia pratese e tra i pochissimi in Toscana che permette di cimentarsi nell’avvincente gioco, nato negli Stati Uniti, che vede due squadre avversarie contrapporsi, all’interno di un percorso con ostacoli, in una guerriglia a colpi di vernice ecosostenibile, sparati con speciali fucili ad aria compressa.. Il primo campo di paintball pratese è nato tra i boschi di Pratallame (tra Vaiano e Schignano) grazie alla tenacia di quattro ragazzi under 30: i fratelli vaianesi Gianluca e Lorenzo Galli, il pratese Francesco Brachi e Marco Paladini, originario di Verona.
«L’idea ce l’avevamo già da 5 anni – spiega Francesco Brachi – ma in un primo momento ci sembrava quasi una “ragazzata”. Ci siamo ritrovati poi lo scorso aprile, seduti ad un bar, ci siamo guardati e abbiamo deciso metterci in moto per concretizzare il nostro sogno. La spinta ce l’ha data anche l’aver trovato un posto adatto al nostro progetto». Il campo da paintball sorge nel Ranch Pratallame, che prima era un maneggio, che i ragazzi hanno preso in gestione da un privato. Allestirlo è costato ai coraggiosi giovani 5 mesi di lavori, fatti nel tempo libero dalle proprie attività (tutti e quattro nella vita hanno un altro impiego: uno è radiologo, uno manutentore e gli altri due assicuratori) e rinunciando alle vacanze estive, con il solo aiuto di amici e parenti. «Siamo venuti qui tutti i giorni per mesi, nottate comprese – racconta Lorenzo Galli – È stato un lavoro impegnativo, ma il posto ci ha motivati tanto: qui è davvero bello». Dove prima c’erano le stalle, i ragazzi hanno creato gli spogliatoi, con panchine e armadietti, e nella parte alta del terreno sorge il campo, recintato da una rete alta cinque metri. All’interno, oltre ad alberi e cespugli, ostacoli di diversa forma e pareti di legno, per rendere il gioco più avvincente e permettere ai partecipanti di nascondersi dai colpi. Si gioca da un minimo di 8 persone (4 per squadra) a un massimo di 20 giocatori. Possono giocare anche i bambini dai 10 anni in su (con il permesso scritto dei genitori). Una partita dura circa 2 ore.
«Nel gioco “classico” lo scopo di ogni squadra è rubare la bandiera dell’altra – spiega Gianluca Galli, insieme a Marco Paladini – Chi viene colpito dalla vernice però deve fermarsi ed è costretto a tornare alla propria base per recuperare la “vita”. Noi oltre a questa modalità ne proporremo però di diverse, più coinvolgenti». Per dare vita al proprio campo i quattro giovani hanno dovuto anche formarsi, partecipando ad alcuni corsi fuori Prato. In campo infatti devono sempre esserci un arbitro e un addetto alla manutenzione dei fucili (chiamati marcatori), che vigilano anche affinché il gioco si svolga in tutta sicurezza. Oltre al campo di gioco già attivo, nei progetti dei quattro ragazzi c’è quello di renderne disponibile un secondo, sempre all’interno dell’area recintata ma più scosceso, dedicato ai giocatori esperti. Si gioca il sabato e la domenica, su prenotazione, e sono già tanti quelli che hanno riservato il posto per i prossimi fine settimana. A tagliare il nastro e a fare l’in bocca al lupo ai fondatori del campo ieri c’era anche il sindaco Primo Bosi. «È un’iniziativa interessante – ha detto – orientata ai giovani e che fa conoscere il nostro territorio».
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