Il Tirreno

Prato

SE EVASIONE FA RIMA CON PRESCRIZIONE

3 MINUTI DI LETTURA





Questa storia l’avete già sentita, ma va raccontata di nuovo se non vogliamo rassegnarci a vivere in un paese che non fa giustizia. È la storia dei processi che durano troppo, finendo per mandare assolti, grazie alla prescrizione, imputati che potrebbero essere innocenti, ma anche colpevoli.

Quando capita per una lite di condominio è una seccatura che in genere interessa solo chi è direttamente coinvolto. Il problema è che capita anche in processi simbolo, che meriterebbero se non una corsia preferenziale, almeno tempi ragionevoli a garanzia di un risultato certo.

Ce ne sono due di questi processi, che hanno avuto traiettorie simili e identico finale: un fallimento. Per ricordarli bisogna fare uno sforzo di memoria. Giugno 2010. Nel giro di un paio di giorni vanno a dama due inchieste particolarmente importanti. La prima porta all’arresto di 24 persone, tra italiani e cinesi, accusate di aver spedito in Cina oltre 4 miliardi di euro (sì, 4.000 milioni) dal 2006 al 2010 tramite gli sportelli money transfer, sostanzialmente per acquistare partite di tessuti e rivenderle in Italia evadendo le tasse. La seconda fa scattare le manette ai polsi di dieci persone, anche qui italiani e cinesi, accusate di aver importato tessuti per 60 milioni evadendo l’Iva per oltre 21 milioni. Due vicende che con tutta evidenza toccano il cuore del distretto tessile pratese.

Un paese civile, un sistema giudiziario normale avrebbe impiegato le sue migliori risorse per arrivare a un verdetto rapido e accurato. Non è andata così. Il 16 aprile 2018, quindi otto anni dopo gli arresti e 11 anni dopo l’inizio delle indagini, il Tribunale di Prato ha alzato bandiera bianca e ha assolto 227 imputati nel processo dei money transfer per «intervenuta prescrizione» dei reati fiscali dopo che era già caduta l’associazione a delinquere e l’aggravante dei metodi mafiosi.

Il 3 ottobre 2019, l’altroieri, si è celebrata ed è stata subito rinviata a gennaio l’udienza preliminare per la maxi-evasione dell’Iva, la seconda inchiesta del 2010. Anche in questo caso si calcola che molti reati siano già prescritti e altri si prescriveranno presto.

La conclusione è sconfortante: il sistema non ce la fa. Si riesce a processare in tempi relativamente brevi il piccolo spacciatore di hashish, ma non si riesce a processare il (presunto) grande evasore, senza nemmeno la consolazione di avergli fatto pagare un obolo. L’intervenuta prescrizione, ha scritto l’anno scorso il giudice Francesco Gratteri nella sentenza sui money transfer «comporta il dissequestro e la restituzione agli aventi diritto» dei beni sottoposti a sequestro. Un diritto, questo, che non è assoluto, ma solo il risultato di un’inefficienza, quella di uno Stato che suona la fanfara quando scattano gli arresti, ma poi si volta dall’altra parte quando si tratta di arrivare a una sentenza. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa