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La Cassazione sul caso Teresa Moda Fu colpa dei soli confezionisti cinesi
prato. È stata colpa dei soli confezionisti cinesi se il 1° dicembre 2013 sette operai sono morti nell’incendio della confezione Teresa Moda di via Toscana. E ai proprietari italiani del capannone non si può imputare di aver tollerato che all’interno dell’immobile siano stati compiuti gli abusi edilizi che poi hanno concorso a provocare le morte degli operai. Lo scrive la Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza che lo scorso 23 maggio ha annullato la condanna in appello a quattro anni di reclusione per omicidio colposo nei confronti dei fratelli Giacomo e Massimo Pellegrini.
La Cassazione in sostanza dice che il proprietario dell’immobile, se l’immobile non torna nella sua proprietà, non deve essere chiamato a rispondere delle conseguenze degli abusi che vengono compiuti al suo interno. Il soppalco trasformato in dormitorio per gli operai cinesi fu realizzato nel 2008 e successivamente il contratto di affitto fu sempre rinnovato. Il processo di primo grado aveva accertato che almeno uno dei due fratelli sapeva dell’esistenza di quel soppalco, ma ora la Cassazione ci dice che anche se fosse così il proprietario non può essere ritenuto responsabile degli abusi altrui. —
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