Il Tirreno

Prato

l’addio 

«Grazie Ettore», l’omaggio degli studenti al prof scomparso

Maria Lardara
«Grazie Ettore», l’omaggio degli studenti al prof scomparso

La scuola, il volontariato, la politica: 1.500 persone ai funerali di Nespoli Il saluto di Romei: «Un rugbista non muore mai, al massimo passa la palla»

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montemurlo. Ai suoi alunni di quarta, quelli che avrebbe portato all’esame di maturità, diceva sempre «forza e coraggio». Le lezioni sui diritti umani, il campus di Libera in Calabria, l’incontro con le sorelle Bucci sopravvissute alla Shoah. Ricordi scolpiti nella mente di Leonardo Palma, studente della VH dell’istituto Buzzi, che sull’altare della chiesa Sacro Cuore, ha dato l’ultimo saluto al professor Ettore Nespoli. Leonardo ha fatto risuonare la voce degli studenti, a centinaia quelli accorsi a Montemurlo per i funerali. «Faceva di tutto per farci vivere esperienze emozionanti. Grazie professor Nespoli, ora siamo noi a dirti: forza e coraggio». La voce di Leonardo è rotta dall’emozione. Ritorna ferma, quando il ragazzo propone di intitolare la l’aula T19, dove Nespoli insegnava diritto, alla figura del compianto docente venuto a mancare mercoledì scorso. Scuola, sport, impegno civile e volontariato: se c’è una persona che ha riunito tutti questi mondi è Ettore Nespoli, che era sposato con l’assessora del Comune di Montemurlo Valentina Vespi.

La bara avvolta con la maglia del Gispi Rugby, la bandiera blu dell’Europa (Nespoli faceva parte del Movimento federalista europeo), quella dell’Anpi, di Libera e dell’Arci. Due comunità, quelle di Prato e Montemurlo, che si sono riversate in piazza Contardi (circa 1.500 persone) per stringersi forte intorno al dolore di Valentina, seduta in prima fila insieme ai piccoli Luigi e Dalia, e dei genitori di Ettore: il padre, Luigi Nespoli, è l’ex preside del Cicognini-Rodari.

«Ettore è della sua famiglia, ma è anche nostro». Così ha esordito don Marco Natali, parroco di San Bartolomeo, nella sua omelia funebre. Don Natali, non a caso. Il sacerdote fa parte dell’associazione Libera e fu durante una missione a Corleone che s’intrecciarono i suoi destini con Ettore Nespoli, anche lui attivista. «Un giorno Ettore mi sconvolse. Mi confessò di provare un po’ di invidia nei miei confronti. Perché lui era professore, io un maestro. Ecco, per i suoi studenti avrebbe voluto essere un maestro. Credo di averlo aiutato a comprendere meglio il Vangelo, Ettore invece mi ha fatto avvicinare alla Costituzione. Grazie a lui la porto sempre con me». Vangelo e Costituzione a braccetto. «L’intesa perfetta», come la definisce il parroco, di cui resta traccia sotto il portico della chiesa di San Bartolomeo. Si deve a Nespoli la nascita del coordinamento pratese di Libera. «Sei stato un costruttore di ponti», è il ricordo della responsabile Nicoletta Ulivi. Il prof del Buzzi aveva nel sangue anche i valori dell’antifascismo: l’Anpi era la sua casa. La presidente Angela Riviello ricorda quando un giovane Nespoli venne a cercarla a casa. «Eri un ragazzo, io non avevo più tanta voglia di continuare. Mi hai costretto a rimettermi in pista. Hai sempre lavorato per la memoria e il senso di giustizia». Poi l’uomo del rugby, ricordato da Enrico Romei, consigliere comunale e direttore del Gispi Rugby. «Faceva parte di una grande famiglia che ha nel Dna la solidarietà. Ma i rugbisti non muoiono mai, al massimo passano la palla». Folta la rappresentanza istituzionale al funerale: la giunta Calamai al completo, gli ex sindaci Lorenzini e Menchetti, il primo cittadino di Prato Matteo Biffoni insieme ai consiglieri regionali Nicola Ciolini e Ilaria Bugetti. Per l’ultimo saluto a Ettore, il sindaco Simone Calamai ha parlato da amico. «Nonostante il dolore, abbiamo il dovere di stare vicino a tutta la tua famiglia». —

Maria Lardara

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